Rimini romana e rinascimentale: il Tempio Malatestiano e altri 6 luoghi

The Tempio Malatestiano in Rimini

Due epoche hanno segnato il centro storico di Rimini più di tutte le altre: la città romana di Ariminum, dove finiva la Via Flaminia proveniente da Roma, e il Quattrocento, quando qui governavano i Malatesta e Sigismondo Pandolfo Malatesta chiamò alcuni dei migliori artisti del Rinascimento. Questa guida presenta sette luoghi di entrambe le epoche e dei secoli che le separano: l’Arco di Augusto, il Ponte di Tiberio, il Tempio Malatestiano, Castel Sismondo, il Museo della Città, la Vecchia Pescheria e la chiesa della Madonna della Scala.

Arco di Augusto

L’Arco di Augusto fu eretto nel 27 a.C. dal Senato romano in onore di Augusto, nell’anno in cui divenne il primo imperatore di Roma. Segnava la fine della Via Flaminia, la strada da Roma, e l’inizio della via principale della città, l’attuale Corso d’Augusto. Viene spesso definito il più antico arco trionfale conservato d’Italia, anche se gli studiosi sottolineano che funzionava soprattutto come porta urbica. Tra il 1937 e il 1939 le case e le mura addossate furono demolite, e oggi l’arco sta isolato. È la prima tappa della nostra caccia al tesoro.

  • I quattro clipei rotondi sopra il fornice con le teste di divinità romane: Giove, Apollo, Nettuno e una dea identificata con Venere, Minerva o Roma.
  • I merli in cima, aggiunti nel Medioevo; i più antichi risalgono probabilmente al XIII secolo.

Ponte di Tiberio

All’altro capo di Corso d’Augusto si trova il Ponte di Tiberio, iniziato sotto Augusto nel 14 d.C. e completato sotto Tiberio nel 21. Le sue cinque arcate in pietra d’Istria bianca portavano la strada nel punto d’incontro tra la Via Emilia e la Via Popilia, e un’iscrizione latina sull’arcata centrale nomina entrambi gli imperatori. Nel 1944 l’esercito tedesco in ritirata ricevette l’ordine di distruggerlo, ma diversi tentativi di farlo saltare fallirono e il ponte uscì dalla guerra quasi intatto. Chiuso gradualmente alle auto dal 2019, è completamente pedonale dal maggio 2020. Il ponte è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.

Il soprannome di Ponte del Diavolo viene da una leggenda: il diavolo avrebbe aiutato a costruirlo in cambio della prima anima che lo avesse attraversato, e Tiberio lo avrebbe ingannato facendo passare per primo un cane.

  • L’iscrizione sull’arcata centrale, dove si leggono ancora i nomi di Augusto e Tiberio.

Tempio Malatestiano

La cattedrale di Rimini nacque come chiesa gotica di San Francesco. Intorno al 1450 Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore della città, la fece trasformare in un monumento a sé stesso e a Isotta degli Atti, che più tardi divenne sua moglie. Leon Battista Alberti progettò un nuovo involucro di marmo intorno alla vecchia chiesa, e Matteo de’ Pasti diresse i lavori. Per la facciata Alberti si ispirò agli archi trionfali romani, soprattutto al vicino Arco di Augusto, e le profonde arcate dei fianchi ricordano gli acquedotti romani. Nel 1460 Sigismondo fu scomunicato, il suo potere declinò e la facciata e la cupola prevista non furono mai completate.

Esplora Rimini giocando

Trasforma i luoghi d’interesse di questo articolo in una caccia al tesoro autoguidata da giocare sul tuo telefono.

11 € per una persona, 5 € a persona per gruppi di quattro persone o più.

Scopri l'avventura a Rimini →

All’interno le cappelle decorate da Agostino di Duccio sono piene di rilievi, dagli angeli danzanti ai segni dello zodiaco. Papa Pio II, nemico di Sigismondo, definì la chiesa piena di dèi pagani e di cose profane. L’edificio fu gravemente danneggiato nella Seconda guerra mondiale e ricostruito, in parte con pezzi recuperati dalle macerie. È una delle tappe della nostra caccia al tesoro.

  • Il monogramma SI di Sigismondo e Isotta, insieme a rose ed elefanti, scolpito ovunque sull’edificio.
  • L’affresco di Piero della Francesca del 1451, con Sigismondo inginocchiato davanti al suo santo patrono, san Sigismondo.
  • Il crocifisso attribuito a Giotto, nella cappella con la tomba di Isotta.

Castel Sismondo

Sigismondo iniziò il suo castello nel 1437, come palazzo e fortezza insieme. Vi lavorarono diversi architetti e ingegneri, tra cui Filippo Brunelleschi, che nel 1438 passò due mesi a Rimini per ispezionare le fortezze malatestiane. Nel 1821 divenne caserma dei Carabinieri, e nel 1826 le mura esterne furono abbattute e il fossato interrato, così che resta solo il nucleo centrale. Dal 2021 è una delle tre sedi del Fellini Museum. Il castello è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.

  • Le mura e le torri del nucleo centrale superstite su Piazza Malatesta, che danno un’idea delle dimensioni dell’intera fortezza.

Museo della Città

Il Museo della Città ha sede nell’ex collegio dei Gesuiti in via Tonini, costruito tra il 1746 e il 1755 su progetto di Alfonso Torreggiani; dopo la soppressione dei Gesuiti fu per circa 150 anni l’ospedale cittadino. Il museo ha aperto nel 1981 e porta il nome dello storico riminese Luigi Tonini. Le collezioni vanno dalla preistoria all’età moderna, con un’ampia sezione dedicata alla pittura riminese del Trecento. Il museo è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.

  • I reperti della Domus del Chirurgo, la casa di un chirurgo romano scoperta nel 1989 lì vicino, i cui strumenti chirurgici sono tra i più importanti corredi di strumenti medici antichi mai ritrovati.
  • La Pietà di Giovanni Bellini, dipinta intorno al 1470, e opere di Domenico Ghirlandaio, del Guercino, di Guido Cagnacci e di Guido Reni.

La Pescheria Vecchia

Accanto a Piazza Cavour, l’antica piazza principale, si trova la Vecchia Pescheria, costruita a metà del Settecento, uno degli edifici storici della marineria riminese. Sotto i suoi portici si è venduto pesce per generazioni; oggi i portici e i vicoli intorno sono la sera uno degli angoli più animati del centro storico, pieni di bar e piccoli locali. La Pescheria non è una tappa della nostra caccia al tesoro, ma la piazza è vicina al percorso.

  • Piazza Cavour stessa: il gotico Palazzo dell’Arengo del 1204, la Fontana della Pigna, per secoli l’unica fontana monumentale della città, e il monumento a papa Paolo V del 1614.

Madonna della Scala

L’ultima tappa della nostra caccia al tesoro è una piccola chiesa nel Borgo San Giuliano, l’antico quartiere dei pescatori oltre il Ponte di Tiberio. Il nome viene da un’immagine della Madonna datata 1608 e attribuita ad Alessandro Codrini, dipinta sotto la scala di un torrione delle mura cittadine. Secondo la tradizione, quell’anno un giovane caduto con il cavallo nel Marecchia invocò questa Madonna e si salvò. L’immagine fu staccata dal muro, la prima cappella fu benedetta nel 1610 e la chiesa, pagata con le offerte delle famiglie dei marinai, fu ampliata nel 1718. Durante la Seconda guerra mondiale il dipinto si salvò perché era stato messo al riparo, mentre la chiesa fu colpita dai bombardamenti.

  • L’immagine dipinta della Madonna sopra l’altare e l’abside rifatta con il Sogno di Giacobbe di Francesco Brici.

Come vederli in una sola passeggiata

Parti dall’Arco di Augusto e risali Corso d’Augusto fino a Piazza Tre Martiri, poi devia verso il Tempio Malatestiano. Prosegui fino al Museo della Città in via Tonini, torna sul Corso e continua fino a Piazza Cavour e alla Vecchia Pescheria. Da lì Castel Sismondo è subito dietro la piazza. Concludi scendendo al Ponte di Tiberio, attraversalo verso il Borgo San Giuliano e finisci alla Madonna della Scala.

Scopri Rimini con World City Trail

La nostra caccia al tesoro di Rimini trasforma il centro storico in un gioco da fare sul telefono. Il percorso collega 10 tappe, dall’Arco di Augusto alla Madonna della Scala, e l’arco, il Tempio Malatestiano, Castel Sismondo, il Museo della Città, il Ponte di Tiberio e la Madonna della Scala sono tutte tappe, insieme a Piazza Tre Martiri, al Teatro Galli, alla Domus del Chirurgo e ai murales del Borgo San Giuliano.

A Rimini ci sono anche un tour a piedi e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.

Gioca alla caccia al tesoro di Rimini →

Fai il tour a piedi in autonomia di Rimini →

Gioca all’escape game all’aperto a Rimini →

Fatti verificati a ottobre 2026.

Carrello
Torna in alto