
Questa guida segue una linea che scende dalla cima di Castello, il centro storico murato di Cagliari, verso il quartiere di Stampace e il porto: le due torri pisane di San Pancrazio e dell’Elefante, il Bastione di Santa Croce, la chiesa e la festa di Sant’Efisio, piazza Yenne e il Palazzo Civico su piazza Matteotti. È la storia della città, dalle sue difese medievali alla grande processione che parte da Stampace ogni 1° maggio.
Torre di San Pancrazio
La Torre di San Pancrazio sorge nel punto più alto di Castello, in piazza Indipendenza, accanto alla zona dei musei. Fu costruita nel 1305, quando Pisa dominava Cagliari, dall’architetto sardo Giovanni Capula, ed è la torre più alta della città. I tre muri esterni sono molto spessi e hanno solo strette feritoie, perché erano rivolti verso il nemico.
Il quarto lato, verso il quartiere, fu lasciato aperto alla maniera pisana e mostra i solai di legno all’interno; sotto gli Aragonesi la torre fu usata come carcere, e muri aggiunti più tardi la chiusero finché un restauro del 1906 non la riaprì. La torre non è sul percorso della nostra caccia al tesoro, ma è a pochi passi da Porta Cristina. Quando è aperta puoi salire per la vista sulla città e sul golfo.
- Il lato interno aperto con i quattro livelli di solai e ballatoi, visto da piazza Indipendenza.
- I muri spessi di calcare bianco sui lati esterni, con le loro strette feritoie.
Torre dell’Elefante
Due anni dopo, nel 1307, lo stesso Giovanni Capula iniziò la Torre dell’Elefante, a guardia di una delle porte di Castello. È alta circa 30 metri, costruita in calcare chiaro delle cave di Bonaria, e come San Pancrazio è aperta sul lato verso il quartiere. Prende il nome da un piccolo elefante scolpito su una mensola del lato esterno, uno dei simboli di Pisa.
La torre aveva un compito cupo. In epoca spagnola fu un carcere, e alle sue porte venivano appese come monito le teste dei prigionieri giustiziati lì vicino; nella seconda metà del Seicento vi restò per diversi anni la testa del marchese di Cea, coinvolto nell’omicidio del viceré Camarassa. La Torre dell’Elefante è una delle tappe della nostra caccia al tesoro, e quando è aperta si può salire.
- Il piccolo elefante sulla sua mensola, in alto sopra l’arco della porta.
- Il profondo passaggio della porta sotto la torre, che un tempo aveva tre robusti portoni e due saracinesche.
Bastione di Santa Croce
Il Bastione di Santa Croce è una lunga terrazza sul margine occidentale di Castello, affacciata su Stampace e verso il tramonto. Alle sue spalle si trova l’antico quartiere ebraico di Castello, la Giudaria, che esisteva già nel XIII secolo. Quando Ferdinando e Isabella espulsero gli ebrei dai loro regni nel 1492, anche gli ebrei di Cagliari dovettero partire, e la loro sinagoga divenne presto la chiesa di Santa Croce.
Nel 1564 i gesuiti ottennero la chiesa e le case vicine per il loro primo collegio in città; oggi l’ex collegio ospita la facoltà di Architettura dell’università. La chiesa fu danneggiata dalle bombe nel 1943 e riaperta al culto nel 2007. Il bastione è una delle tappe della nostra caccia al tesoro e un bel posto dove fermarsi al tramonto.
- La basilica di Santa Croce sul bastione, l’ex sinagoga della Giudaria.
- La vista verso ovest sui tetti di Stampace dal parapetto del bastione.
Sant’Efisio: la chiesa e la festa
La chiesa di Sant’Efisio si trova in via Sant’Efisio, a Stampace. Fu riedificata alla fine del Settecento su una chiesa cinquecentesca, che a sua volta aveva sostituito una del Duecento; all’interno, nella seconda cappella a destra, c’è una statua seicentesca del santo. Sotto la chiesa c’è un ambiente sotterraneo che secondo la tradizione popolare fu la cella in cui Efisio, soldato romano diventato cristiano, fu tenuto prigioniero prima di essere portato a Nora e decapitato.
Ogni anno il 1° maggio la statua del santo esce da questa chiesa per la Festa di Sant’Efisio. La festa scioglie un voto fatto dalla città durante la peste del 1652 e rinnovato nel 1656. La statua viene portata a piedi fino a Nora, vicino a Pula, luogo del martirio, e torna a Stampace la sera del 4 maggio. La processione si tiene ogni anno dal 1657, con pochissime eccezioni: nel 1943 si svolse nonostante i bombardamenti, e gli unici anni in cui non poté tenersi furono il 2020 e il 2021, quando una piccola cerimonia a Nora sciolse il voto. La chiesa non è una tappa della caccia al tesoro.
- Le traccas, carri addobbati di fiori e trainati da buoi, che aprono la processione, seguite dai gruppi in costume e dai cavalieri.
- L’Alter Nos, il funzionario che rappresenta il sindaco durante la festa, nominato dal sindaco e investito al Palazzo Civico il 1° maggio.
Piazza Yenne
Piazza Yenne è la piazza animata dove Stampace incontra la città bassa, in cima al largo Carlo Felice. La prima pietra fu posata nel 1822, e porta il nome del viceré che la volle, il marchese Ettore Veuillet d’Yenne. È pedonale dal riassetto del 1980 ed è piena di bar e tavolini.
Nel 1822 il viceré vi fece anche porre una colonna miliare che segnava l’inizio della Strada Reale per Porto Torres, nel nord dell’isola; quella strada è oggi la SS 131 Carlo Felice, la principale arteria della Sardegna. Piazza Yenne è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.
- La statua del re Carlo Felice dello scultore Andrea Galassi, collocata nel 1860 su un basamento dell’architetto Gaetano Cima.
- La colonna miliare del 1822 che segna l’inizio della Carlo Felice.
Palazzo Civico e piazza Matteotti
Il municipio di Cagliari, il Palazzo Civico, guarda il porto da via Roma, in fondo al largo Carlo Felice. La prima pietra fu posata nel 1899 e fu inaugurato nel 1907, su progetto dell’ingegnere Annibale Rigotti nello studio di Crescentino Caselli. Lo stile unisce il gotico catalano a decorazioni liberty, in chiaro calcare locale, con due torri ottagonali. I bombardamenti del 1943 lo danneggiarono gravemente, e fu ricostruito tra il 1946 e il 1953.
Accanto si apre piazza Giacomo Matteotti, una piazza giardino sistemata nella seconda metà dell’Ottocento davanti alla stazione ferroviaria. La piazza è l’ultima tappa della nostra caccia al tesoro. Se il municipio è aperto, entra a vedere le grandi tele di Filippo Figari nella sala del consiglio, un retablo cinquecentesco di Pietro Cavaro e un arazzo fiammingo del 1620.
- La facciata con il portico ad archi e le decorazioni in bronzo di Andrea Valli.
- I quattro piccoli obelischi agli angoli dell’edificio, con alla base teste di mori bendati, lo stemma della Sardegna.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti dall’alto, dalla Torre di San Pancrazio in piazza Indipendenza. Attraversa Castello verso sud, gira a ovest verso il Bastione di Santa Croce e la basilica e prosegui fino alla Torre dell’Elefante. Scendi dalla porta verso Stampace e cerca la chiesa di Sant’Efisio in via Sant’Efisio. Da lì si scende a piazza Yenne e poi lungo il largo Carlo Felice fino al Palazzo Civico e a piazza Matteotti, vicino al porto. Se sei a Cagliari intorno al 1° maggio, organizza la giornata intorno alla processione, che riempie proprio queste strade.
Scopri Cagliari con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Cagliari trasforma il centro storico in un gioco sul tuo telefono. Il percorso collega 10 tappe, dai Giardini Pubblici a piazza Giacomo Matteotti, e la Torre dell’Elefante, il Bastione di Santa Croce, piazza Yenne e piazza Matteotti sono tutte tappe, insieme ai Giardini Pubblici, all’anfiteatro romano, a Porta Cristina, al Museo archeologico nazionale, alla cattedrale e al Bastione di Saint Remy. A ogni tappa risolvi un enigma e scopri una storia, al tuo ritmo.
A Cagliari ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
