
Questa guida segue cinque luoghi dalla città moderna fino a Ortigia, l’isola dove nacque Siracusa: la chiesa-sacrario di San Tommaso al Pantheon, il verde Foro Siracusano sul sito dell’antica agorà, il Tempio di Apollo, la Fontana di Diana in piazza Archimede e il Duomo costruito dentro un tempio greco. Insieme coprono più di duemilacinquecento anni, dalla città greca alla Prima guerra mondiale, lungo una passeggiata facile.
San Tommaso al Pantheon
Questa chiesa rotonda al margine del Foro Siracusano è il principale monumento della città ai caduti siracusani della Prima guerra mondiale, e ne custodisce i resti. I lavori iniziarono nel 1919 su progetto dell’architetto Gaetano Rapisardi, che le diede una moderna pianta circolare e un corpo cilindrico, da cui il nome di Pantheon. All’interno un’unica navata circolare è rivestita di lapidi commemorative, e il re Vittorio Emanuele III la visitò durante una visita ufficiale in città nel 1939.
- Il grande portale in bronzo dell’ingresso, con lapidi commemorative ai due lati.
- La navata circolare rivestita di lapidi, un contrasto silenzioso con le strade trafficate fuori.
Il Foro Siracusano
Il Foro Siracusano, tra piazzale Marconi e corso Umberto I, era l’agorà della città greca e poi il foro romano, il luogo dove i siracusani commerciavano, votavano e discutevano. Dopo il 1910 fu trasformato in giardino pubblico su progetto dell’architetto Luigi Mauceri, e i siracusani lo chiamano ancora i villini. Oggi è un parco con resti antichi tra gli alberi.
In superficie resta poco della piazza antica, ma quel che sopravvive merita uno sguardo. Tre colonne di marmo restaurate di un portico di età imperiale sono l’unica testimonianza diretta del foro, e gli scavi hanno trovato anche un tratto di strada romana lastricata e blocchi attribuiti al bouleuterion, la sede del consiglio. Diverse statue di marmo trovate qui sono oggi al museo archeologico Paolo Orsi.
- Le tre colonne di marmo, l’ultimo elemento in piedi del foro romano.
- La vista sulla chiesa rotonda del Pantheon dal giardino: i due luoghi sono uno accanto all’altro.
Il Tempio di Apollo
Appena passato il ponte per Ortigia, davanti a piazza Pancali, si trovano i resti del Tempio di Apollo, costruito nel VI secolo a.C. e uno dei templi dorici più antichi della Sicilia. È un rudere, non un tempio in piedi: una fila di pesanti tronconi di colonne e il basamento a gradini, ben visibili dalla piazza. Sul gradino più alto del lato est c’è un’insolita iscrizione dedicata ad Apollo, che celebra la costruzione del tempio.
La sua storia successiva spiega perché sia sopravvissuto. Il tempio divenne chiesa bizantina, poi moschea sotto il dominio arabo, di nuovo chiesa in età normanna, e nel Cinquecento fu inglobato in una caserma spagnola e in case private. Fu riscoperto dentro la caserma solo alla fine dell’Ottocento e scavato in seguito.
- I pesanti tronconi di colonne, molto ravvicinati, tipici dei primi templi dorici.
- L’iscrizione ad Apollo sul gradino più alto del lato est.
La Fontana di Diana
La fontana al centro di piazza Archimede fu realizzata nel 1906 e 1907 dallo scultore Giulio Moschetti, aiutato dal figlio Mario. Racconta un mito greco legato a Ortigia. Diana, dea della caccia, l’Artemide dei greci e protettrice dell’isola, sta in cima con l’arco e un cane. Ai suoi piedi la ninfa Aretusa si trasforma in fonte per sfuggire al dio fluviale Alfeo, che guarda sbalordito. Secondo il mito, la fonte riemerse a Ortigia, dove la Fonte Aretusa scorre ancora oggi.
- Diana con l’arco e il cane da caccia in cima alla fontana.
- Aretusa che si allunga mentre diventa acqua, e Alfeo accanto a lei.
- I quattro tritoni nella vasca, che cavalcano cavalli marini e mostri marini tra le onde.
Il Duomo di Siracusa
Da fuori il Duomo in piazza Duomo sembra una chiesa barocca, ma è costruito dentro un tempio greco. Il tempio dorico di Atena fu eretto qui nel V secolo a.C. da Gelone, tiranno di Siracusa, per celebrare una vittoria, tradizionalmente legata alla battaglia di Himera. Quando divenne chiesa, gli spazi tra le colonne furono murati, e le antiche colonne fanno ancora parte dell’edificio, dentro e fuori.
La facciata normanna crollò con il terremoto del 1693, e l’architetto Andrea Palma progettò quella nuova, completata nel 1753. Le statue sono di Ignazio Marabitti e raffigurano i santi Pietro e Paolo, san Marciano, santa Lucia, patrona della città, e al centro l’Immacolata. All’interno la cappella di Santa Lucia custodisce una statua d’argento della santa realizzata da Pietro Rizzo tra il 1599 e il 1600.
- Le colonne doriche del tempio inglobate nel muro laterale esterno della chiesa.
- Nove colonne di un lato del tempio e due della fronte della cella, visibili nella navata.
- La facciata barocca con le statue di Marabitti, da ammirare dal lato opposto di piazza Duomo.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti da San Tommaso al Pantheon e attraversa il giardino del Foro Siracusano fino alle colonne. Segui corso Umberto I fino al ponte ed entra a Ortigia, dove il Tempio di Apollo è la prima cosa che vedi. Passa accanto al vecchio mercato e sali per corso Matteotti fino a piazza Archimede e alla Fontana di Diana, poi prosegui fino a piazza Duomo per il Duomo. Da lì bastano pochi minuti in discesa per la Fonte Aretusa sul mare, e la punta dell’isola con il Castello Maniace è un bel finale.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
