I giardini di Piazza Umberto a Bari: palme, un re e la prima acqua

The gardens of Piazza Umberto I in Bari with palms and the statue of King Umberto I

I giardini di Piazza Umberto I occupano la piazza più grande di Bari, nel quartiere ottocentesco Murattiano, tra la stazione centrale e le vie dello shopping. Palme e lecci ombreggiano i vialetti intorno al re Umberto I a cavallo, in bronzo, e a un’estremità si trova la fontana da cui nel 1915 sgorgò per la prima volta in città l’acqua dell’Acquedotto Pugliese.

I giardini di Piazza Umberto in breve

  • Dove: nel quartiere Murattiano, nel centro di Bari, davanti al Palazzo Ateneo, sede storica dell’Università di Bari, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Bari Centrale.
  • Origini: il primo giardino fu realizzato nel 1866 come cornice del Palazzo Ateneo; il secondo fu aggiunto più tardi intorno alla statua di Umberto I.
  • Di: il primo giardino fu progettato dall’architetto napoletano Giovanni Castelli; la statua equestre è opera del molfettese Francesco Cifariello.
  • Oggi: un parco pubblico aperto di proprietà del Comune, pedonale dagli anni Ottanta, e uno dei luoghi dove Bari si incontra, si siede e chiacchiera.
  • Tempo necessario: 15-30 minuti per una passeggiata, di più se ti siedi su una panchina all’ombra.

Dal giardino dell’Ateneo alla piazza della città

Nell’Ottocento Bari crebbe ben oltre la città vecchia sulla penisola. Il nuovo quartiere Murattiano fu tracciato a scacchiera, e il suo spazio aperto più grande divenne Piazza Umberto I. Sulla piazza sorse il Palazzo Ateneo, destinato a scuole e istituti universitari, e nel 1866 Giovanni Castelli progettò un giardino davanti all’edificio. Nel 1905 la città eresse una statua equestre in bronzo del re Umberto I, assassinato nel 1900, e intorno nacque un secondo giardino. In seguito i due furono uniti nell’unico parco che percorri oggi.

Il giorno più celebre nella storia della piazza fu il 24 aprile 1915, quando l’acqua del nuovo Acquedotto Pugliese arrivò a Bari e zampillò qui dalla fontana monumentale. Per una regione da sempre assetata fu una svolta. Negli anni Ottanta la piazza fu chiusa al traffico e divenne una delle prime grandi aree pedonali di Bari.

Cosa osservare

  • La statua equestre in bronzo di Umberto I di Francesco Cifariello, fulcro del secondo giardino.
  • La fontana monumentale, che ricorda l’arrivo dell’acqua dell’acquedotto nel 1915.
  • La varietà delle palme: washingtonie messicane e californiane, palme delle Canarie, palme da dattero, palme nane e palme di Fortune.
  • Gli altri alberi che fanno ombra ai giardini: lecci, pini d’Aleppo e pini domestici, un cedro del Libano e alti cipressi colonnari.
  • La lunga facciata del Palazzo Ateneo sulla piazza, ancora oggi usato dall’Università di Bari.

La casa della Goccia di latte

Un piccolo edificio della piazza ha una storia commovente. Dal 1922 ospitò la Goccia di latte, un’istituzione che aiutava le famiglie più povere di Bari procurando balie per i loro neonati. Rimase attiva per circa cinquant’anni e chiuse nel 1977. In seguito l’edificio fu usato da un’associazione di donatori di sangue.

Consigli per la visita

  • Vieni nel tardo pomeriggio o in prima serata, quando il caldo cala e famiglie e studenti riempiono le panchine.
  • In estate scegli i vialetti sotto i lecci e i pini per un’ombra vera.
  • Usa la piazza come punto di partenza: da Via Sparano arrivi ai negozi, ai teatri e alla città vecchia.
  • Nelle ore più tranquille tieni d’occhio le tue cose, come in ogni parco cittadino affollato vicino a una stazione.

Nei dintorni

  • Via Sparano: la principale via dello shopping di Bari, pedonale, che parte dalla piazza verso nord.
  • Teatro Petruzzelli: il grande teatro d’opera su Corso Cavour, ricostruito dopo l’incendio del 1991.
  • Bari Vecchia: il labirinto di vicoli della città vecchia, con la Basilica di San Nicola e la Cattedrale di San Sabino.
  • Il lungomare: la lunga passeggiata sull’Adriatico, a breve distanza a piedi dal centro.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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