
La basilica dei Santi Vitale e Agricola è una delle chiese che compongono il complesso di Santo Stefano a Bologna, che in città tutti chiamano le Sette Chiese. È considerata la parte più antica del complesso, costruita per i primi due martiri della città, e nel Quattrocento rimase per circa 70 anni completamente riempita di terra per ordine di un papa.
Santi Vitale e Agricola in breve
- Dove: nel complesso di Santo Stefano, in piazza Santo Stefano, a pochi minuti a piedi a sud-est delle Due Torri.
- Costruita: origini paleocristiane; ricostruita in forme romaniche nel XII secolo, con una facciata neoromanica dell’Ottocento.
- Oggi: una chiesa all’interno della basilica di Santo Stefano, visitabile insieme al resto del complesso.
- Dedicata a: Vitale e Agricola, un servo e il suo padrone, martirizzati a Bologna all’inizio del IV secolo.
- Tempo necessario: 15 minuti per questa chiesa; circa un’ora per tutto il complesso.
Martiri, una falsa voce e una chiesa sepolta
Secondo la tradizione, Vitale era un servo e Agricola il suo padrone, entrambi uccisi per la fede durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano; Agricola fu crocifisso. Nel 392–393 i loro resti furono ritrovati in un cimitero ebraico, e sant’Ambrogio di Milano partecipò alla loro solenne nuova sepoltura, che rese noti i martiri bolognesi ben oltre la città. Qui fu costruita una chiesa per le reliquie, ed è per questo che l’edificio è considerato la parte più antica di Santo Stefano.
L’episodio più curioso arrivò all’inizio del Quattrocento. Qui fu trovata una tomba cristiana con il nome Symon, e si sparse la voce che contenesse san Pietro. I pellegrini cominciarono a venire a Bologna invece che a Roma, così papa Eugenio IV fece riempire la chiesa di terra per fermarli. Rimase sepolta per circa 70 anni, finché Giuliano della Rovere, allora vescovo di Bologna e poi papa Giulio II, la fece sgombrare e riaprire; lo ricorda un’iscrizione accanto alla porta laterale.
Cosa osservare
- La sobria navata romanica con tre absidi in fondo, molto diversa dalle chiese riccamente decorate del resto della città.
- Due sarcofagi altomedievali nelle absidi laterali, attribuiti dalla tradizione ai due santi, scolpiti con leoni, cervi e pavoni.
- Resti di un pavimento a mosaico romano, visibili sotto vetro.
- L’altare maggiore, un antico altare pagano capovolto e riutilizzato per il culto cristiano.
- L’iscrizione accanto alla porta laterale che ricorda la riapertura della chiesa dopo l’interramento.
Una Gerusalemme a Bologna
La tradizione locale vuole che san Petronio, vescovo di Bologna nel V secolo, abbia costruito il complesso di Santo Stefano sopra un tempio di Iside per evocare i luoghi santi di Gerusalemme. Gli storici la considerano una leggenda, ma l’idea di Gerusalemme si sente ovunque: accanto ci sono una copia del Santo Sepolcro e il cosiddetto Cortile di Pilato, con un catino di pietra dell’VIII secolo che tutti chiamano ancora Catino di Pilato.
Consigli per la visita
- Entra da piazza Santo Stefano e segui il percorso attraverso le chiese collegate, che si aprono l’una nell’altra.
- Vieni presto o tardi nella giornata per una visita più tranquilla, e controlla gli orari, perché le funzioni hanno la precedenza.
- Vesti in modo rispettoso e parla a bassa voce: sono chiese officiate.
- Dopo la visita, siediti nella triangolare piazza Santo Stefano per guardare insieme le facciate del complesso.
Nei dintorni
- Le Due Torri: le torri medievali pendenti di Bologna, Asinelli e Garisenda, a pochi minuti a piedi; la Garisenda è recintata per lavori di messa in sicurezza dal 2023.
- Basilica di San Petronio: l’immensa chiesa di piazza Maggiore, con la facciata incompiuta.
- L’Archiginnasio: l’antica sede dell’università, con il teatro anatomico in legno.
- Il Quadrilatero: le stradine del mercato accanto a piazza Maggiore, ideali per una sosta golosa.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
