
Le Gallerie Reali Saint-Hubert (Galeries Royales Saint-Hubert) sono un passaggio commerciale coperto da un lungo tetto di vetro, che va dalla zona della Grand-Place verso il quartiere della cattedrale di Bruxelles. Aperte nel 1847, sono tra le prime grandi gallerie commerciali d’Europa, e la famosa Galleria di Milano fu costruita sul loro modello. Dentro ci sono ancora due teatri, un cinema, vecchi caffè e il cioccolatiere Neuhaus, qui dal 1857.
Le Gallerie Reali Saint-Hubert in breve
- Dove: nel centro storico (l’Îlot Sacré), tra la Rue du Marché aux Herbes vicino alla Grand-Place e la Rue d’Arenberg, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Bruxelles Centrale.
- Costruite: 1846–1847; inaugurate dal re Leopoldo I il 20 giugno 1847.
- Di: l’architetto Jean-Pierre Cluysenaar, con sculture allegoriche di Joseph Jaquet.
- Cosa sono oggi: un passaggio pubblico lungo circa 213 metri con una settantina di negozi, caffè e ristoranti, due teatri e un cinema, e appartamenti e uffici ai piani superiori.
- Tempo necessario: 20–30 minuti per una passeggiata, di più se ti fermi per un caffè o un cioccolato.
Una galleria costruita dagli azionisti
Cluysenaar ebbe l’idea nel 1836: una grande strada coperta al posto di un gruppo di vecchi vicoli stretti, tra cui la Rue Saint-Hubert, che diede il nome alle gallerie. L’acquisto dei terreni si trascinò per anni a causa delle liti sugli espropri. Il consiglio comunale approvò il progetto nel 1845, una società per azioni pubblico-privata raccolse i fondi e, una volta iniziati i lavori il 6 maggio 1846, la costruzione durò solo tredici mesi. Il re Leopoldo I e i suoi due figli le inaugurarono il 20 giugno 1847. Pochi mesi prima le tre sezioni avevano ricevuto i nomi della famiglia reale: Galleria del Re, Galleria della Regina e la più piccola Galleria dei Principi.
Le gallerie divennero presto un luogo d’incontro della società di Bruxelles. Il Théâtre royal des Galeries aprì nella Galleria del Re nel giugno 1847, e il Café des Arts, oggi Taverne du Passage, contava tra i suoi habitué Victor Hugo, Alexandre Dumas e Charles Baudelaire. Il 1º marzo 1896 qui, nei locali del giornale La Chronique, i film dei fratelli Lumière furono proiettati davanti a un pubblico pagante, e una targa lo ricorda. Le gallerie sono monumento tutelato dal 1986, sono state restaurate per i 150 anni nel 1997 e dal 2008 sono nella lista propositiva del Belgio per il patrimonio mondiale UNESCO.
Cosa osservare
- Il motto ‘Omnibus omnia’ (‘Tutto per tutti’) sul frontone dell’ingresso principale: la galleria doveva appartenere a tutta la città.
- La volta a botte di vetro sulla struttura in ghisa, che fa scendere la luce del giorno su tre piani di facciate rosa e ocra con colonne e finto marmo, ispirate ai palazzi del Rinascimento italiano.
- La leggera curva dove la Rue des Bouchers attraversa la galleria. Un colonnato separa qui la Galleria del Re da quella della Regina, e la piega doveva evitare che la lunga prospettiva diventasse monotona.
- Neuhaus nella Galleria della Regina: Jean Neuhaus vi aprì una farmacia nel 1857, e suo nipote creò la pralina di cioccolato ripiena nel 1912. Il negozio è ancora nella galleria.
- Gli ingressi dei teatri: il Théâtre royal des Galeries nella Galleria del Re e il Théâtre du Vaudeville nella Galleria della Regina, oltre al Cinéma Galeries, costruito nel 1939.
- La libreria Tropismes nella Galleria dei Principi, ricavata in un ex caffè con specchi e dorature.
La galleria che ispirò Milano
Cluysenaar prese spunto dalla Galerie d’Orléans di Parigi e da un passaggio di Liegi, ma la scala era nuova: tre piani interi sotto il vetro e una strada pubblica invece di una scorciatoia privata. Il modello fece scuola. La Galleria Vittorio Emanuele II di Giuseppe Mengoni a Milano, aperta nel 1867, si ispirò direttamente a Bruxelles, e altre gallerie seguirono, da Napoli a Mosca. Gli abitanti diedero alla loro galleria un soprannome pratico: l’ombrello di Bruxelles, un percorso all’asciutto nel centro storico nei giorni di pioggia.
Consigli per la visita
- Vieni di mattina presto per fotografare la galleria vuota e il lungo tetto di vetro; verso mezzogiorno si riempie di gente che va dalla Grand-Place alla cattedrale.
- Per la vista classica, mettiti all’incrocio con la Rue des Bouchers e guarda lungo la galleria in entrambe le direzioni.
- A dicembre le gallerie sono decorate per il periodo natalizio Winter Wonders, festose ma affollate. Nella Rue des Bouchers che le attraversa i camerieri richiamano i passanti: prenditi il tempo per scegliere il ristorante.
Nei dintorni
- Grand-Place: la piazza delle case delle corporazioni e del municipio gotico, a un paio di minuti a piedi dall’ingresso sud.
- Cattedrale dei Santi Michele e Gudula: la cattedrale gotica di Bruxelles con le sue due torri, in salita dall’estremità nord delle gallerie.
- Manneken Pis: il piccolo bambino di bronzo su un angolo di strada a sud della Grand-Place, spesso vestito con uno delle sue centinaia di costumi.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
