Porte de Mars a Reims: l’arco romano con Romolo e Remo

The Roman Porte de Mars arch in Reims

La Porte de Mars è un arco romano dell’inizio del III secolo che sorge al margine nord del centro di Reims, in Place de la République. Largo circa 33 metri e con tre fornici, viene spesso descritto come l’arco più largo del mondo romano, e sotto le sue volte si trovano ancora i rilievi di Romolo e Remo con la lupa.

La Porte de Mars in breve

  • Dove: Place de la République, all’estremità nord delle Hautes Promenades, a poca distanza dalla stazione di Reims e dall’Hôtel de Ville.
  • Costruzione: nel primo quarto del III secolo d.C., all’ingresso nord della città gallo-romana di Durocortorum.
  • Oggi: monumento storico tutelato dal 1840, isolato in una piazza pedonale dai lavori del tram del 2011.
  • Dimensioni: oggi circa 33 metri di larghezza e 13 di altezza, con un fornice centrale affiancato da due laterali.
  • Tempo necessario: 15–20 minuti per girarci intorno e guardare sotto i tre fornici.

Da porta cittadina a muro di castello, e ritorno

Durocortorum, il nome romano di Reims, era una delle città più grandi della Gallia settentrionale, e quattro archi monumentali ne segnavano gli ingressi principali. La Porte de Mars, che prende il nome da un vicino tempio di Marte, è l’unica rimasta. Fu costruita come monumento di rappresentanza e non per la difesa, ma nel IV secolo venne inglobata nelle mura e divenne la porta nord. A rigore è un arco monumentale e non trionfale: i trionfi romani si tenevano solo a Roma.

A salvarlo fu proprio l’essere murato. Intorno al 1228 l’arco entrò a far parte del castello degli arcivescovi, e quando le mura furono ricostruite nel Trecento i suoi fornici vennero chiusi e fu costruita una nuova porta più a est. Dopo che Enrico IV ordinò la demolizione del castello nel 1595, l’arco sopravvisse dentro i bastioni. Fu parzialmente liberato nel 1677, tutelato come monumento storico nel 1840 e del tutto sgomberato quando le mura furono abbattute negli anni Quaranta dell’Ottocento, con un restauro nel 1854. Una nuova campagna di restauro è iniziata nel 2015, e una seconda fase sui paramenti è partita nel 2023.

Cosa osservare

  • I tre fornici e le colonne tra di essi: confronta la pietra originale consumata con il pilastro ovest, ricostruito nel 1854.
  • Sotto il fornice ovest, un riquadro con la lupa che allatta Romolo e Remo, sotto gli occhi del pastore Faustolo.
  • Sotto il fornice est, una scena rovinata di Leda e il cigno, la forma assunta da Giove nel mito.
  • Sotto il fornice centrale, medaglioni con l’anno agricolo: aratura, mietitura, vendemmia. Uno mostra una mietitrice gallica, raffigurazione rara di questa invenzione di epoca romana.
  • Sul pavimento del passaggio centrale, i solchi che guidavano le ruote dei carri.

Reims e i fratelli di Roma

Perché Romolo e Remo a Reims? Una leggenda locale dice che la città fu fondata da Remo, o dai suoi compagni dopo la fuga da Roma, e c’è chi vede nel riquadro un richiamo a questo legame. È solo una leggenda: il nome Reims deriva dai Remi, il popolo gallico di cui questa era la capitale. Accanto all’arco, un albero e una targa ricordano i soldati che servirono in Oriente nella Prima guerra mondiale e il re Alessandro di Serbia.

Consigli per la visita

  • Passa sotto i fornici e guarda in alto: i rilievi sono sull’intradosso delle volte, non all’esterno.
  • I rilievi sono consumati: vieni con una luce morbida e radente, al mattino o nel tardo pomeriggio, per distinguere le figure.
  • Parti dell’arco possono essere coperte da impalcature durante i restauri; informati prima se vuoi fotografare il monumento intero.
  • Abbina la visita a una passeggiata verso sud attraverso le Promenades, fino alla stazione o a Place Drouet d’Erlon.

Nei dintorni

  • Halles du Boulingrin: il mercato coperto di Reims degli anni Venti, con un’enorme volta in cemento, a pochi minuti a piedi verso est.
  • Hôtel de Ville: il municipio del Seicento, a breve distanza a sud-est dell’arco.
  • Le Promenades: i giardini alberati sistemati lungo il tracciato delle antiche mura.
  • Place Drouet d’Erlon: la vivace via pedonale della città, con caffè e ristoranti.

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