
La chiesa di San Vicente (San Bizente Eliza in basco) è una massiccia chiesa gotica al margine orientale della città vecchia (Parte Vieja) di San Sebastián, accanto al Museo San Telmo. Costruita tra il 1507 e il 1574, è considerata l’edificio più antico ancora in piedi della città, e fu una delle pochissime a sopravvivere all’incendio del 1813 che distrusse quasi tutta la città vecchia.
La chiesa di San Vicente in breve
- Dove: Calle San Vicente 3, nella Parte Vieja, vicino a Plaza Zuloaga e al Museo San Telmo, ai piedi del Monte Urgull.
- Costruita: 1507–1574, sul sito di una chiesa più antica danneggiata da un incendio nel 1489; il campanile è del 1562.
- Di: i maestri scalpellini Miguel de Santa Celay e Juan de Urrutia.
- Cos’è oggi: una chiesa parrocchiale attiva e il monumento più antico conservato di San Sebastián.
- Tempo necessario: 15–30 minuti, di più se ti fermi a studiare la pala d’altare.
La chiesa sopravvissuta alla città
Nel Cinquecento San Sebastián era un piccolo porto cinto da mura, e San Vicente fu costruita come una delle sue due chiese parrocchiali, insieme a Santa María. I lavori iniziarono nel 1507 sotto i maestri scalpellini Miguel de Santa Celay e Juan de Urrutia e durarono fino al 1574; il campanile fu innalzato nel 1562. Il risultato è una chiesa tardogotica in stile basco: tre navate e un transetto sotto semplici volte a crociera, con pesanti contrafforti e spessi muri di arenaria che dalla strada la fanno sembrare quasi una fortezza. La grande pala d’altare arrivò negli anni Ottanta del Cinquecento, e il presbiterio fu rifatto nel 1775.
Il 31 agosto 1813, durante la guerra d’indipendenza spagnola, truppe britanniche e portoghesi presero d’assalto San Sebastián, difesa da una guarnigione francese, e nei giorni successivi la città fu saccheggiata e incendiata. Quasi tutte le case dentro le mura andarono distrutte. San Vicente rimase in piedi, e le sue mura servirono da ospedale improvvisato. Nell’Ottocento la chiesa ricevette uno dei suoi tesori, un organo francese, e all’inizio del Novecento nuove vetrate. Nel 1999 sulla facciata fu collocata una Pietà basata su schizzi dello scultore basco Jorge Oteiza, che unisce l’edificio più antico della città a uno dei suoi artisti moderni più noti.
Cosa osservare
- La pala d’altare maggiore: un’opera romanista (tardo Rinascimento) di Ambrosio de Bengoechea e Juan de Iriarte, commissionata nel 1583 e terminata nel 1586, considerata una delle migliori di questo stile.
- L’organo: costruito nel 1868 dal grande organaro francese Aristide Cavaillé-Coll e ampliato nel 1893.
- Le vetrate: finestre dell’inizio del Novecento, molte della bottega Maumejean, più quattro rosoni incorniciati di arenaria.
- La Pietà di Oteiza sulla facciata: collocata nel 1999, scolpita da José Ramón Anda sugli schizzi di Oteiza e sotto la sua supervisione.
- I medaglioni accanto all’ingresso: rilievi dell’Adorazione dei Magi e di san Bernardo, del Cinquecento, attribuiti a Bengoechea o alla sua cerchia.
Una strada che porta il nome di una catastrofe
Calle 31 de Agosto, che attraversa la città vecchia da San Vicente alla basilica di Santa María, porta la data del giorno del 1813 in cui la città fu presa d’assalto e data alle fiamme. È anche uno dei pochi luoghi dove sono sopravvissute case di prima dell’incendio. Ogni anno, il 31 agosto, San Sebastián ricorda l’incendio: in Calle 31 de Agosto si spengono le luci e si accendono candele, e la serata si chiude con una passeggiata alla luce delle fiaccole dal sagrato di San Vicente alla basilica di Santa María.
Consigli per la visita
- È una chiesa parrocchiale attiva: vieni fuori dagli orari delle messe se vuoi guardarti intorno, parla a bassa voce e vesti in modo rispettoso.
- Fai anche il giro esterno. Il campanile, i contrafforti e la Pietà di Oteiza si vedono meglio dalla strada, e lo spessore delle mura spiega perché la chiesa sopravvisse al 1813.
- Se vedi annunciato un concerto d’organo, vacci: il Cavaillé-Coll è il modo migliore per sentire la voce della chiesa.
Nei dintorni
- Museo San Telmo: il museo della società e della cultura basca, proprio accanto, in un ex convento del Cinquecento, con grandi tele murali di Josep Maria Sert nella vecchia chiesa.
- Basilica di Santa María del Coro: la basilica barocca del Settecento all’altra estremità di Calle 31 de Agosto, con una facciata riccamente scolpita che guarda, in fondo alla strada, la cattedrale del Buen Pastor.
- Plaza de la Constitución: la piazza porticata principale della città vecchia, i cui balconi numerati ricordano che un tempo ospitava le corride.
- Monte Urgull: la collina sopra la città vecchia, con sentieri che salgono al Castello della Mota e alla grande statua del Sacro Cuore, e vista sulla baia.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
