
Sotto il traffico dell’Atene moderna c’è una seconda città: gallerie per l’acqua scavate più di 2.500 anni fa, strade sepolte e un fiume antico che scorre ancora. Le gallerie sono chiuse al pubblico, ma con il prezzo di un biglietto della metro puoi vedere una parte sorprendente dell’Atene sotterranea: nelle stazioni, sotto i pavimenti di vetro del Museo dell’Acropoli e davanti a un serbatoio romano a Kolonaki.
L’Atene sotterranea in breve
- Dove: in tutto il centro, nelle stazioni della metropolitana Syntagma, Monastiraki, Evangelismos e Akropoli, sotto il Museo dell’Acropoli e in piazza Dexameni a Kolonaki.
- Costruita: dall’acquedotto di Pisistrato, intorno al 540–530 a.C., all’acquedotto di Adriano, iniziato nel 125 e completato nel 140 d.C.
- Cos’è oggi: gallerie antiche per lo più chiuse ai visitatori, con tratti, tubature e reperti esposti nelle stazioni della metro e un quartiere antico scavato sotto il Museo dell’Acropoli.
- Tempo necessario: pochi minuti per stazione; 1–2 ore per abbinare le stazioni allo scavo del museo.
Gallerie d’acqua da Pisistrato ad Adriano
L’Atene antica ha sempre avuto poca acqua, e i suoi governanti risolsero il problema sottoterra. Intorno al 540–530 a.C. il tiranno Pisistrato fece costruire un acquedotto che portava in città l’acqua delle sorgenti ai piedi dell’Imetto. Per gran parte del percorso correva in galleria, fino a circa 14 metri di profondità, con tubi di terracotta larghi circa 20 centimetri, giunti sigillati con il piombo e aperture ovali per la pulizia.
Sette secoli dopo l’imperatore romano Adriano, grande ammiratore di Atene, avviò nel 125 d.C. un acquedotto molto più lungo. Fu completato nel 140 sotto il suo successore Antonino Pio e correva sottoterra per circa 20 chilometri, dalle pendici del monte Parnete a un serbatoio sul Licabetto, nell’attuale piazza Dexameni. Caduto in disuso, fu riparato nell’Ottocento, quando la giovane capitale greca era a corto d’acqua, e servì la città fino al Novecento. Negli ultimi anni Atene ha ricominciato a prelevarne acqua non potabile.
Cosa osservare
- Stazione Syntagma: una sezione attraverso gli strati della città dal V secolo a.C. all’epoca ottomana, con una sepoltura, un pavimento a mosaico e tubature, tra cui un ramo dell’acquedotto di Pisistrato.
- Stazione Monastiraki: il letto incanalato dell’antico fiume Eridano, che scorre ancora sotto la piazza.
- Stazione Evangelismos: tubi di terracotta dell’acquedotto di Pisistrato della fine del VI secolo a.C., che si ritiene appartengano alla linea principale.
- Stazione Akropoli: copie di parti del fregio del Partenone e figure del frontone orientale con la nascita di Atena, oltre a vetrine con reperti come giocattoli di bambini e anfore.
- Lo scavo del Museo dell’Acropoli: dai pavimenti di vetro vedi un quartiere antico con strade, case, terme, botteghe e tombe, frequentato dal IV millennio a.C. al XII secolo d.C.
- Piazza Dexameni a Kolonaki: il serbatoio di Adriano non è visitabile, ma da alcune aperture nel muro occidentale se ne vede parte dell’interno.
La metro diventata scavo
Quando Atene costruì la metropolitana moderna negli anni Novanta, ogni pozzo e ogni stazione attraversava la storia. I lavori divennero il più grande progetto archeologico della Grecia, con oltre 50.000 reperti, e le linee 2 e 3 aprirono nel 2000 con parte di quei reperti esposti nelle stazioni. Per questo diverse stazioni sono oggi piccoli musei gratuiti per chiunque passi.
Consigli per la visita
- Visita le stazioni fuori dall’ora di punta, così puoi fermarti davanti alle vetrine senza intralciare i pendolari.
- Al Museo dell’Acropoli guarda giù attraverso il vetro del piazzale: parte dello scavo si vede già prima di entrare.
- Non cercare di entrare nelle gallerie: sono chiuse, buie e pericolose. Tutto ciò che vale la pena vedere è esposto nelle stazioni e nel museo.
- Abbina piazza Dexameni a una salita sul Licabetto, che parte proprio lì sopra.
Nei dintorni
- L’Acropoli: il Partenone e gli altri templi sulla rocca sopra il museo.
- L’Agorà antica: il mercato e il centro civico dell’Atene antica, a breve distanza a piedi da Monastiraki.
- Il Ceramico: l’antico cimitero, dove il letto dell’Eridano si vede all’aperto.
- La Biblioteca di Adriano: i resti della biblioteca dell’imperatore, proprio accanto alla stazione Monastiraki.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
