Paganini’s Tomb in Parma: Buried 36 Years After His Death

The tomb of Niccolò Paganini in the Villetta cemetery in Parma

Il violinista Niccolò Paganini riposa in un piccolo tempietto neoclassico alla Villetta, il cimitero monumentale di Parma. Morì a Nizza nel 1840, ma la Chiesa gli negò la sepoltura cattolica, e il suo corpo trovò pace a Parma solo nel 1876, 36 anni dopo. Per chi ama la musica è uno dei luoghi più silenziosi e commoventi della città.

La tomba di Paganini in breve

  • Dove: nel Cimitero Monumentale della Villetta, in viale della Villetta, a sud-ovest del centro storico e a ovest del torrente Parma.
  • Costruzione: voluta dal figlio di Paganini, Achille; i resti del violinista sono alla Villetta dal 1876 e furono spostati per l’ultima volta nel 1896.
  • Cos’è oggi: un piccolo tempio in stile neoclassico, una delle tombe più conosciute di un cimitero ancora in uso.
  • Tempo necessario: 30–45 minuti, compresa una passeggiata sotto i portici del cimitero.

36 anni senza una tomba

Paganini nacque a Genova nel 1782 e divenne il più famoso virtuoso del violino del suo tempo. Conosceva bene Parma: ci venne da ragazzo per studiare e nel 1835 entrò al servizio della duchessa Maria Luigia, vedova di Napoleone, per riorganizzare l’orchestra di corte, un progetto fallito dopo i contrasti con i musicisti. Quando stava morendo a Nizza, nel maggio 1840, non ricevette gli ultimi sacramenti e il vescovo di Nizza gli negò la sepoltura in terra consacrata.

Seguì uno dei viaggi più strani della storia della musica. Il corpo imbalsamato fu custodito in una serie di luoghi provvisori intorno a Nizza e poi portato nella zona di Genova, ancora senza sepoltura. Il figlio Achille lottò per decenni per dargli una tomba degna. Nel 1876 i resti furono finalmente sepolti a Parma, alla Villetta. Nel 1893 la bara venne aperta perché il violinista ceco František Ondříček potesse vedere il corpo, e nel 1896 Paganini fu sepolto di nuovo, questa volta per sempre.

Cosa osservare

  • La tomba: un piccolo tempio neoclassico, sobrio e classico nelle forme, fatto costruire per Paganini dal figlio.
  • Gli omaggi: i visitatori lasciano spesso fiori, e ogni tanto un violinista viene a suonare davanti alla tomba.
  • La pianta del cimitero: la Villetta è quadrata all’esterno e ottagonale all’interno, circondata da portici con le cappelle delle antiche famiglie e confraternite parmigiane.
  • Altre tombe celebri: qui riposano anche il compositore Ildebrando Pizzetti, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’industriale della pasta Pietro Barilla e l’attrice Paola Borboni.
  • L’età del cimitero: nacque nel 1817 per volere di Maria Luigia, dopo che le norme napoleoniche avevano vietato le sepolture nei centri abitati; il primo sepolto fu il poeta Angelo Mazza.

Il «violinista del diavolo»

In vita, la velocità di Paganini, la figura scarna e gli abiti scuri alimentarono la leggenda che avesse venduto l’anima al diavolo in cambio del talento. Era solo una leggenda, ma lo seguì fino alla tomba: è spesso citata tra le ragioni del rifiuto della Chiesa. Il suo violino preferito, un Guarneri del Gesù soprannominato il Cannone, non arrivò a Parma: lo lasciò in eredità alla sua Genova, dove è conservato ancora oggi.

Consigli per la visita

  • La Villetta è un cimitero in uso: parla a bassa voce, vesti in modo rispettoso e sii discreto con le foto se nei dintorni c’è un funerale.
  • Il cimitero è grande: chiedi all’ingresso o segui le indicazioni per la tomba di Paganini invece di girare a caso.
  • Intorno al 27 maggio, anniversario della morte, il Premio Paganini di Parma ha tenuto in alcuni anni una piccola commemorazione alla tomba.
  • Sulla via del ritorno verso il centro, attraversa l’Oltretorrente, l’antico quartiere popolare a ovest del torrente.

Nei dintorni

  • Casa natale di Arturo Toscanini: la casa d’infanzia del direttore d’orchestra nell’Oltretorrente, museo dal 1967, centenario della nascita.
  • Parco Ducale: gli antichi giardini ducali sulla riva ovest del torrente, con il Palazzo del Giardino e lunghi viali alberati.
  • Teatro Regio: il teatro d’opera voluto da Maria Luigia e inaugurato nel 1829, ancora oggi uno dei grandi palcoscenici verdiani d’Italia.
  • Auditorium Paganini: la sala da concerto di Renzo Piano in un ex zuccherificio nella parte est della città, intitolata al violinista.

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