
San Filippo Apostolo è una chiesa del Settecento in Via della Giudecca, nell’antico quartiere ebraico di Ortigia, l’isola al centro di Siracusa. Da fuori sembra una delle tante chiese parrocchiali barocche. Sotto, tre livelli sotterranei scendono lungo una scala a chiocciola fino a una sorgente a circa 18 metri sotto la strada, che molti studiosi identificano come un miqweh, un bagno rituale ebraico precedente all’espulsione del 1492.
San Filippo Apostolo in breve
- Dove: Piazza San Filippo, in Via della Giudecca, nel quartiere della Giudecca a Ortigia, a pochi minuti a piedi da Piazza Duomo.
- Costruita: ricostruita dopo il terremoto del 1693 e consacrata nel 1742.
- Cos’è oggi: una chiesa aperta al culto, sede dell’Arciconfraternita di San Filippo, con visite guidate ai livelli sotterranei condotte da volontari della parrocchia dal 2016.
- Tempo necessario: circa 45 minuti, quasi tutti sottoterra durante la visita guidata.
Dalla Giudecca alla chiesa di una confraternita
Fino alla fine del Quattrocento questa parte di Ortigia era la Giudecca, sede di una delle comunità ebraiche più grandi della Sicilia. Nel 1492 la corona spagnola, che governava la Sicilia, ordinò agli ebrei di convertirsi o partire, e il quartiere cambiò abitanti. Secondo un’antica tradizione locale San Filippo sorge sul luogo di una sinagoga medievale; altri studiosi collocano invece la sinagoga sotto la vicina chiesa di San Giovanni Battista, quindi la questione resta aperta. La chiesa attuale fu costruita dalla confraternita di San Filippo dopo il terremoto del 1693, che aveva distrutto gran parte della Sicilia sud-orientale, e fu consacrata nel 1742.
La chiesa fu danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e chiusa nel 1968 per problemi statici. Dopo un lungo restauro ha riaperto nel 2010, e dal 2016 la parrocchia apre ai visitatori il suo sottosuolo. Nel 2019 gli archeologi Yonatan Adler e Nadia Zeldes hanno presentato uno studio sulla vasca profonda e su un’iscrizione in ebraico trovata lì. Non tutti sono d’accordo: l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha dichiarato che l’unico miqweh accertato di Ortigia è quello di Via Alagona, a pochi passi.
Cosa osservare
- La cripta, il primo livello: affreschi settecenteschi della Via Crucis e immagini di memento mori con scheletri, dipinti sopra le sepolture dei confratelli.
- I cunicoli del secondo livello: antichi canali d’acqua usati come rifugio antiaereo nella Seconda guerra mondiale. Cerca i graffiti dell’epoca incisi sulle pareti, tra cui degli aerei.
- La scala a chiocciola del terzo livello: gradini ricavati attorno a un antico pozzo, aggiunti alla fine del Quattrocento, che scendono fino alla sorgente.
- La vasca stessa, ancora piena di acqua di sorgente limpida e fredda, e l’iscrizione in ebraico nella roccia indicata dalle guide.
- Una volta fuori, la facciata barocca su Piazza San Filippo, da guardare dal lato opposto della piccola piazza.
Miqweh o no?
Un miqweh deve essere riempito di acqua naturale, «viva», come quella di una sorgente: per questo la sorgente profonda sotto San Filippo corrisponde così bene alla descrizione. Le guide raccontano di donne ebree che scendevano qui per la purificazione rituale prima del matrimonio e dopo il parto. È l’uso tradizionale di un miqweh, ma non esistono documenti scritti su chi usasse proprio questa vasca: goditi il racconto tenendo presente il dibattito.
Consigli per la visita
- Il sottosuolo si visita solo con una guida. Controlla il calendario attuale della parrocchia prima di andare, perché cambia con la stagione.
- I gradini sono stretti, ripidi e umidi, e il livello più basso è angusto. Metti scarpe con una buona suola e rinuncia se hai difficoltà con le scale o gli spazi stretti.
- È una chiesa aperta al culto: le visite si fermano durante le funzioni e all’interno è richiesto un abbigliamento adeguato.
- Per un confronto, visita lo stesso giorno il miqweh di Via Alagona. Vederli entrambi rende il dibattito molto più facile da seguire.
Nei dintorni
- Miqweh di Via Alagona: un bagno rituale con tre vasche scavate nella roccia a circa 18 metri di profondità, sotto un edificio storico oggi albergo, a pochi passi nello stesso quartiere.
- San Giovanni Battista (San Giovannello): la piccola chiesa di Piazza del Precursore, dove alcuni storici collocano l’antica sinagoga.
- Piazza Duomo: la piazza principale di Ortigia, con la cattedrale costruita dentro le colonne di un tempio greco di Atena del V secolo a.C.
- Fonte Aretusa: la sorgente d’acqua dolce con le piante di papiro sul lungomare di Ortigia, legata al mito della ninfa Aretusa.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
