6 luoghi da vedere a Marsiglia: da Les Réformés al Mucem

La Canebière in Marseille

Questa guida segue una linea attraverso Marsiglia, dalla cima della Canebière fino al mare: la chiesa che tutti chiamano Les Réformés, la Canebière stessa, l’Opéra, il Pavillon Daviel e la Vieille Charité nel vecchio quartiere del Panier, e infine il Mucem sul lungomare. Insieme coprono più di tre secoli, dall’ospizio di Pierre Puget al merletto di cemento di Rudy Ricciotti.

Les Réformés (Église Saint-Vincent-de-Paul)

La chiesa neogotica in cima alla Canebière è ufficialmente dedicata a san Vincenzo de’ Paoli, ma quasi nessuno a Marsiglia la chiama così. Il soprannome viene da una cappella precedente degli Agostiniani riformati, un ramo riformato dei frati agostiniani, che sorgeva qui finché non fu demolita dopo il 1801. La prima pietra della nuova chiesa fu posata il 22 aprile 1855. François Reybaud disegnò i primi progetti, il sacerdote e architetto Joseph Pougnet subentrò nel 1862, e il lungo e costoso cantiere fu pagato in gran parte dai parrocchiani; la chiesa non fu mai del tutto finita. Il Comune l’ha restaurata tra il 2019 e il 2023.

  • Le due guglie alte 76 metri, che chiudono la prospettiva quando guardi su per la Canebière dal Porto Vecchio.
  • Il rosone occidentale, le vetrate di Édouard Didron e le porte in bronzo.

La Canebière

La strada più famosa di Marsiglia scende da Les Réformés fino al Porto Vecchio. Il nome viene dalla parola provenzale canebe, canapa: un tempo in questa zona lavoravano i cordai, che rifornivano le navi del porto. La strada prese forma dopo che Luigi XIV ordinò l’ampliamento della città negli anni 1660, e nell’Ottocento divenne il grande viale di un porto in piena crescita, fiancheggiato da alberghi, caffè, banche e compagnie di navigazione. La sua fama ha avuto alti e bassi, ma resta l’asse principale della città, percorso dal tram.

  • Il Palais de la Bourse, verso il Porto Vecchio, costruito a metà Ottocento per la Camera di commercio.
  • La vista dritta verso il Porto Vecchio, con gli alberi delle barche in fondo alla strada.

Opéra de Marseille

Una breve deviazione a sud della Canebière porta all’Opéra. Il primo teatro in questo luogo, il Grand-Théâtre, aprì nel 1787. Nel novembre 1919 un incendio lo distrusse, lasciando solo i muri esterni e il colonnato in pietra. Il Comune lo ricostruì su progetto di un gruppo di tre architetti, tra cui Gaston Castel, e il nuovo teatro aprì il 4 dicembre 1924. Dietro il colonnato settecentesco, l’interno è interamente Art Déco, con circa 1.800 posti.

  • Il colonnato del vecchio teatro, la parte sopravvissuta all’incendio del 1919.
  • I rilievi e le scritte Art Déco della facciata, uno stile che spicca in una città di facciate in pietra più antiche.

Pavillon Daviel

Dall’altra parte del Porto Vecchio, dietro il municipio, il Pavillon Daviel sorge su una piazzetta ai margini del Panier, il quartiere più antico di Marsiglia. Fu costruito tra il 1743 e il 1747 dai fratelli Gérard, sul luogo di un tribunale più antico, e serviva alla giustizia cittadina. Le sculture sono dell’artista Jean-Michel Verdiguier. La piazza davanti porta il nome di Jacques Daviel, chirurgo del Settecento che lavorò a Marsiglia e fu un pioniere dell’operazione della cataratta. Oggi l’edificio ospita uffici comunali e non è visitabile, quindi lo ammiri dalla piazza.

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  • Il balcone in ferro battuto sopra l’ingresso, decorato con un motivo a margherita.
  • La decorazione in pietra scolpita della facciata, tipica degli edifici pubblici provenzali del Settecento.

La Vieille Charité

Più in alto nel Panier, la Vieille Charité fu costruita come ospizio, dove i poveri e i mendicanti della città venivano rinchiusi e messi al lavoro. I lavori iniziarono nel 1671 su progetto di Pierre Puget, il grande architetto e scultore barocco di Marsiglia, e terminarono nel 1749; dopo la morte di Puget nel 1694, il figlio François completò la cappella. In seguito fu un ricovero, una caserma della Legione straniera fino al 1922 e poi alloggio per famiglie rimaste senza casa. Svuotata nel 1962, fu restaurata tra il 1970 e il 1986 e oggi è un centro culturale con il Museo di archeologia mediterranea e il Museo delle arti africane, oceaniane e amerindie.

  • Il cortile circondato da tre piani di gallerie ad arcate in pietra rosa.
  • La cappella al centro del cortile, coronata da una cupola ovale e preceduta da colonne corinzie.

Mucem

Il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo aprì il 7 giugno 2013, l’anno in cui Marsiglia fu Capitale europea della cultura. L’edificio principale, progettato da Rudy Ricciotti con Roland Carta, è un blocco quadrato avvolto da una rete di cemento fibrorinforzato che filtra la luce del sole come uno schermo. Una passerella lunga circa 130 metri collega il tetto al Fort Saint-Jean, il forte seicentesco all’ingresso del porto, che fa parte del museo. Le collezioni raccontano la storia e le culture del Mediterraneo.

  • La rete di cemento, da vedere soprattutto dalle rampe interne, dove crea giochi di luce e ombra.
  • La passerella verso il Fort Saint-Jean, con vista sul Porto Vecchio e sul mare aperto.

Come vederli in una sola passeggiata

Parti da Les Réformés e scendi lungo la Canebière verso il mare. Prima di arrivare al Porto Vecchio, gira a sinistra per una breve deviazione all’Opéra, poi torna sulla Canebière e al porto. Passa sul lato nord del Porto Vecchio e sali dietro il municipio fino al Pavillon Daviel, poi su per i vicoli del Panier fino alla Vieille Charité. Da lì scendi passando davanti alla cattedrale La Major fino al mare e concludi al Mucem e al Fort Saint-Jean, meglio se verso il tramonto.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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