
Bolzano è cresciuta come città di mercato sulla strada tra Germania e Italia, e le sue vie mostrano ancora chi vi commerciava, pregava e governava. Questa guida racconta cinque luoghi di questa storia, dalle vie mercantili medievali al Novecento: il mercato della frutta di Piazza delle Erbe, i portici di Via dei Portici, la Chiesa dei Domenicani, il Monumento alla Vittoria oltre il Talvera e Castel Mareccio. Tutti e cinque si uniscono in una passeggiata nel centro storico e appena fuori.
Piazza delle Erbe (Obstmarkt)
Questa piazza lunga e stretta, all’estremità occidentale dei portici, nacque come mercato dove i contadini delle campagne vendevano i loro prodotti ai cittadini, e conserva ancora i banchi di frutta e verdura, oggi affiancati da altri alimentari e fiori. Lo statuto cittadino del 1437 stabiliva che pollame, frutta e uova si potessero vendere solo qui. Goethe vi passò nel 1786 e citò il mercato nel suo Viaggio in Italia.
- La Fontana del Nettuno, una figura in bronzo fusa nel 1749 da Joachim Reiss su modello di Georg Mayr e collocata nel 1777 dove un tempo c’era una gogna. I bolzanini la chiamano Gabelwirt, ‘l’oste con la forchetta’, per via del tridente.
- L’incrocio dove si incontrano i portici, Via Museo, Via dei Francescani e Via Goethe; qui l’antica Porta Superiore chiudeva i portici a ovest.
Via dei Portici (Laubengasse)
La via porticata che va da Piazza delle Erbe a piazza del Municipio è la strada principale del centro storico. I vescovi di Trento la tracciarono alla fine del XII secolo come strada mercato, e ne divisero presto il controllo con i conti del Tirolo. Le case sono strette e profonde: circa sei metri di facciata e una ventina di lunghezza, con magazzini, stalle e alloggi per i servi sul retro, e cantine che spesso scendono di due o tre piani.
Durante le grandi fiere i mercanti bolzanini affittavano i loro volti, i portici a nord di solito ai commercianti venuti dal sud e quelli a sud ai commercianti venuti dal nord. Sopra i portici, gli appartamenti si affacciano su cavedi di luce che portano il giorno fin nel centro di queste case profonde.
- I cavedi di luce e le strette trombe delle scale, spesso con ringhiere in ferro battuto, che si intravedono dai portoni aperti; e il Museo Mercantile, la cui visita alla Bolzano sotterranea spiega la storia dei portici.
Chiesa dei Domenicani
I domenicani sono citati per la prima volta a Bolzano nel 1272, quando si stabilirono appena a sud delle mura. La loro chiesa custodisce alcune delle pitture medievali più importanti della regione. Nella Cappella di San Giovanni, pittori veneti lavorarono verso il 1330 alla maniera di Giotto, ispirandosi ai suoi affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova.
Parte dell’ex convento ospita oggi il Conservatorio Claudio Monteverdi, dove si svolge il Concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni, e un’altra parte la Galleria civica. La chiesa è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.
- Il chiostro, voltato alla fine del Quattrocento, con affreschi della vita della Vergine e della Passione, sei dei quali di Friedrich Pacher a partire dal 1496. Furono riportati alla luce solo nel 1950.
- Nella cappella dei mercanti, una pala del Guercino del 1655 con la Visione di San Domenico a Soriano, commissionata dal Magistrato mercantile.
Monumento alla Vittoria
A ovest del centro storico, oltre il ponte sul Talvera, si erge un arco di trionfo in marmo bianco costruito dall’Italia fascista dopo aver preso l’Alto Adige all’Austria alla fine della Prima guerra mondiale. Progettato da Marcello Piacentini, fu inaugurato il 12 luglio 1928 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Sostituì un monumento austriaco ai Kaiserjäger caduti, mai terminato e fatto saltare nel giugno 1927 per fargli posto.
Per la popolazione di lingua tedesca il monumento ha rappresentato per decenni l’italianizzazione, e resta controverso. Dal 21 luglio 2014 una mostra nei suoi spazi sotterranei, BZ ’18–’45, racconta Bolzano e l’Alto Adige durante il fascismo e il nazismo, e fa del monumento un luogo per capire quella storia invece che per celebrarla.
- Le quattordici colonne e semicolonne a forma di enormi fasci littori, i fasci di verghe romani con la scure che diedero il nome al fascismo.
- L’iscrizione latina sul lato est, che inizia con HIC PATRIAE FINES SISTE SIGNA e sostiene che da questo confine l’Italia portò agli altri lingua, leggi e arti; il testo originale diceva ‘ai barbari’.
Castel Mareccio
Appena a est della passeggiata del Talvera, al margine del centro, sorge Castel Mareccio. Il suo massiccio mastio risale al Duecento, e i signori di Mareccio che gli diedero il nome sono documentati dal 1275. Tra il 1558 e il 1570 la famiglia Römer, soprattutto Lukas Römer, trasformò il vecchio castello in una residenza rinascimentale, con quattro torri angolari rotonde di dimensioni diverse e sale affrescate.
- Oggi la Fondazione Castelli di Bolzano lo gestisce come centro per eventi e congressi, e in certi periodi si può visitare. Non è sul percorso della caccia al tesoro, ma è una deviazione facile lungo il fiume.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti al mattino da Piazza delle Erbe, quando i banchi sono più pieni, poi cammina verso est sotto i portici di Via dei Portici. Svolta a sud verso la Chiesa dei Domenicani e il suo chiostro, poi torna verso ovest passando per Piazza Walther e il centro storico fino al Talvera. Attraversa il ponte per il Monumento alla Vittoria e la sua mostra, e finisci risalendo la passeggiata lungo il fiume fino a Castel Mareccio.
Scopri Bolzano con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Bolzano trasforma il centro storico in un gioco sul tuo telefono. Il percorso collega 10 tappe, dal Duomo di Bolzano alla Chiesa dei Domenicani, e Via dei Portici, Piazza delle Erbe, il Monumento alla Vittoria e la Chiesa dei Domenicani sono tutte tappe, insieme a Piazza Walther, al centro storico, al Museo Archeologico dell’Alto Adige, al Museo Civico e a Museion. A ogni tappa risolvi un enigma e scopri una storia, al tuo ritmo.
A Bolzano ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
