
Questa guida presenta quattro luoghi del centro di Padova che raccontano la città come luogo di pittura, di diritto e di sapere: gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, il Duomo con il suo battistero affrescato, il grande salone del Palazzo della Ragione tra le piazze del mercato e il MUSME, il museo di storia della medicina. Sono a pochi minuti a piedi l’uno dall’altro, tra l’antica arena romana e la zona dell’università.
Cappella degli Scrovegni
Nel 1300 il ricco banchiere Enrico Scrovegni comprò un terreno sull’area dell’arena romana di Padova e vi costruì una cappella come oratorio di famiglia e luogo di sepoltura. Fu consacrata una prima volta il 25 marzo 1303 e definitivamente il 25 marzo 1305, e tra queste due date Giotto coprì di affreschi l’intero interno, pareti e volta. Il ciclo principale racconta le storie della Vergine e di Cristo in file di scene che corrono lungo le pareti, ed è una svolta della pittura europea: le figure hanno peso, i volti mostrano emozioni e le scene si svolgono in uno spazio reale.
Il padre di Enrico, Reginaldo, era un famigerato usuraio, e Dante lo collocò tra gli usurai dell’Inferno; ma Dante scrisse quel canto alcuni anni dopo il completamento della cappella, quindi la vecchia idea di una cappella costruita per espiare in risposta a Dante non regge. Nel 2021 la cappella è entrata nel sito UNESCO dei cicli affrescati del XIV secolo di Padova, che comprende otto edifici del centro.
- La volta: un cielo blu intenso costellato di stelle dorate a otto punte, immagine del tempo eterno di Dio.
- Sulla controfacciata, il Giudizio Universale, dove Enrico Scrovegni, in ginocchio, offre alla Madonna un modellino della cappella portato sulle spalle da un religioso.
- Nella parte bassa delle pareti laterali, 14 figure di Vizi e Virtù dipinte a monocromo grigio, i Vizi da un lato e le Virtù di fronte.
Duomo di Padova
Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, sorge in un luogo dove c’è una chiesa fin dall’epoca paleocristiana; una cattedrale medievale crollò con il terremoto del 1117 e quella successiva fu consacrata nel 1180. L’attuale chiesa rinascimentale fu iniziata nel 1551, quando i canonici approvarono un modello di Michelangelo per il presbiterio, anche se i lavori furono eseguiti da Andrea da Valle e Agostino Righetto con molte modifiche. Il cantiere durò due secoli, e la chiesa fu consacrata solo nel 1754. La sua facciata con tre portali non è mai stata completata.
Il poeta Petrarca fu nominato canonico del Duomo nel 1349, grazie all’amico Jacopo II da Carrara, signore di Padova, che voleva trattenerlo in città. A destra della chiesa sorge il battistero del XII secolo, che fu anche il mausoleo della famiglia Carrara.
- Nel battistero, gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi del 1375-1376, considerati il suo capolavoro, che coprono pareti e cupola; fanno parte dello stesso sito UNESCO della Cappella degli Scrovegni.
- Nel Duomo, il monumento a Petrarca nel vestibolo d’ingresso e la Madonna dei Miracoli, un’antica icona a lungo attribuita, a torto, a Giotto.
Palazzo della Ragione
Tra piazza delle Erbe e piazza della Frutta sorge il palazzo medievale del governo cittadino e dei tribunali di Padova, iniziato nel 1172 e completato nel 1219. Nel 1306 un frate di nome Giovanni sostituì i suoi tre tetti con un’unica enorme copertura, e dopo un incendio nel 1420 le pareti interne furono abbattute, lasciando un unico grandissimo salone: il Salone, lungo circa 81 metri, largo 27 e alto 24.
Le pareti del Salone furono affrescate tra il 1425 e il 1440 da Nicolò Miretto e Stefano da Ferrara, con un grande ciclo astrologico basato in parte sulle idee dello studioso medievale Pietro d’Abano. Sotto, il piano terra ospita da circa 800 anni il mercato coperto della città, e le due piazze accanto ospitano ancora un mercato.
- Il gigantesco cavallo di legno all’estremità occidentale del Salone, costruito nel 1466 sul modello del Gattamelata in bronzo di Donatello, vicino alla Basilica di Sant’Antonio.
- La Pietra del Vituperio, un sedile di pietra nera in un angolo del salone dove i debitori insolventi venivano umiliati in pubblico.
- Fuori, le lunghe logge sui due lati, che si affacciano sulle bancarelle delle due piazze del mercato.
MUSME
Il Museo di Storia della Medicina ha aperto il 5 giugno 2015 nell’ex ospedale di San Francesco Grande, fondato nel 1414 da Sibilla de Cetto e dal marito e per quattro secoli il principale ospedale di Padova, fino al 1798. È un museo fortemente interattivo, metà science center e metà collezione: figure video a grandezza naturale dei grandi medici che insegnarono a Padova introducono le sale, Andrea Vesalio per l’anatomia, Santorio Santorio per la fisiologia, Giovanni Battista Morgagni per la patologia e Prospero Alpini per la terapia.
- Un tavolo digitale su cui puoi eseguire una dissezione anatomica virtuale.
- In una sala ispirata all’antico teatro anatomico, un modello parlante del corpo umano lungo otto metri.
Come vederli in una sola passeggiata
Comincia dalla Cappella degli Scrovegni, accanto alla chiesa degli Eremitani; si entra in piccoli gruppi a orario fisso, quindi prenota prima. Scendi verso sud per piazza Garibaldi e piazza Cavour fino a piazza dei Signori, poi passa sotto l’arco verso piazza del Duomo per il Duomo e il battistero. Torna per piazza dei Signori fino al Palazzo della Ragione e alle piazze del mercato, piazza delle Erbe e piazza della Frutta. Da lì passa davanti a Palazzo Bo, sede dell’università, e segui via San Francesco fino al MUSME; se hai ancora energie, prosegui fino alla Basilica di Sant’Antonio e al Prato della Valle.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
