
La chiesa di Saint-François-de-Sales sorge sulla riva del canale del Thiou, nel centro storico di Annecy, e la sua chiara facciata barocca si specchia nell’acqua. Fu costruita a partire dal 1642 come cappella del primo monastero della Visitazione, l’ordine fondato ad Annecy da Francesco di Sales e Giovanna Francesca di Chantal, e custodì le tombe dei due santi fino alla Rivoluzione francese. Gli abitanti la chiamano église des Italiens, la chiesa degli italiani, perché dal 1923 è al servizio della comunità italiana della città.
Saint-François-de-Sales in breve
- Dove: Place Saint-François-de-Sales, sul canale del Thiou al margine del centro storico, a pochi passi dal Palais de l’Île e dalla cattedrale di Saint-Pierre.
- Costruita: dal 1642, come cappella del primo monastero della Visitazione; riaperta al culto nel 1888.
- Oggi: una chiesa cattolica di proprietà del comune di Annecy dal 1968, frequentata dalla comunità italiana, con messe a volte in italiano.
- Tempo necessario: 10–20 minuti all’interno; di più se la abbini a una passeggiata lungo i canali.
Da cappella di convento a chiesa degli italiani
Francesco di Sales era vescovo di Ginevra, ma poiché Ginevra era diventata calvinista viveva e lavorava ad Annecy, allora città del Ducato di Savoia. Nel 1610 fondò qui con Giovanna Francesca di Chantal l’Ordine della Visitazione, una comunità di suore dedita alla preghiera e alla cura dei malati. Nel 1612 le suore si trasferirono in edifici dentro le mura: il primo monastero della Visitazione. Francesco di Sales morì nel 1622 e Giovanna di Chantal nel 1641, ed entrambi furono sepolti nel convento. Dal 1642 la cappella fu ricostruita per accogliere le loro tombe, e pellegrini, tra cui membri di famiglie reali, venivano ad Annecy a pregare. Francesco fu canonizzato nel 1665, Giovanna nel 1767.
La Rivoluzione mise fine a tutto questo. Il convento fu venduto come bene nazionale, la chiesa rischiò la demolizione e fu usata come caserma e come laboratorio di tele. Le reliquie dei due santi furono trasferite e oggi riposano nella Basilica della Visitazione, sulla collina sopra la città. Alla fine dell’Ottocento la chiesa fu restaurata e riaprì al culto nel 1888. Nel 1923 fu affidata alla comunità italiana di Annecy e nel 1968 il comune la acquistò. Il legame con l’Italia è antico: Annecy appartenne a Casa Savoia, che aveva la capitale a Torino, fino al 1860.
Cosa osservare
- La facciata: due ordini collegati da volute e coronati da un frontone triangolare, sul modello della chiesa del Gesù a Roma.
- Il riflesso: mettiti sulla passerella o sul lungocanale di fronte per vedere la facciata specchiarsi nel Thiou, una delle vedute classiche della vecchia Annecy.
- I sette altari barocchi delle cappelle laterali, che danno all’interno molto più colore di quanto la sobria facciata lasci immaginare.
- La pala dell’altare maggiore, rifatta nel 1889 da Giuseppe Giannina sulla base di un originale perduto.
Il patrono dei giornalisti
Prima di diventare vescovo, Francesco di Sales passò diversi anni a cercare di riportare al cattolicesimo lo Chablais, la regione a sud del lago di Ginevra. Poiché la gente non veniva ad ascoltarlo, scriveva brevi fogli e li faceva infilare sotto le porte e affiggere ai muri. Per questo nel 1923 papa Pio XI lo proclamò patrono degli scrittori e dei giornalisti. La sua festa è il 24 gennaio. Annecy lo ricorda anche come scrittore: la sua «Filotea», l’Introduzione alla vita devota pubblicata nel 1609, fu uno dei libri spirituali più letti del suo secolo.
Consigli per la visita
- Vieni al mattino per una luce morbida sulla facciata e lungocanali più tranquilli; nel pomeriggio il lato del centro sul canale si riempie di visitatori.
- Vestiti e comportati come in qualsiasi chiesa in uso: qui si celebra la messa, a volte in italiano.
- Abbina la visita alla Basilica della Visitazione, dove oggi riposano i santi: è in salita rispetto al centro, quindi vai a piedi se ti piace camminare, altrimenti prendi un taxi o l’autobus.
Nei dintorni
- Palais de l’Île: la casa in pietra del XII secolo a forma di prua di nave in mezzo al Thiou, un tempo prigione, a pochi minuti a piedi.
- Cattedrale di Saint-Pierre: la chiesa del Cinquecento proprio dietro l’angolo, che servì i vescovi di Ginevra in esilio, tra cui Francesco di Sales.
- Pont des Amours: la passerella di ferro verde sul canale del Vassé, in riva al lago, a breve distanza verso est, con vista sulle montagne.
- Rue Sainte-Claire: la vecchia via porticata di Annecy, piena di negozi e caffè, a pochi minuti a piedi.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
