
L’obelisco di Teodosio è l’ago di granito rosa in piazza Sultanahmet, dove sorgeva l’antico Ippodromo di Costantinopoli, a pochi passi dalla Moschea Blu. Fu scolpito per il faraone Thutmose III circa 3.450 anni fa e si trovava nel tempio di Karnak, in Egitto: è il monumento più antico di Istanbul. L’imperatore romano Teodosio I lo fece innalzare qui nel 390 d.C., su una base di marmo che lo ritrae mentre assiste alle corse dei carri.
L’obelisco di Teodosio in breve
- Dove: piazza Sultanahmet (At Meydanı), lungo il tracciato dell’antico Ippodromo, tra la Moschea Blu e il Museo delle Arti Turche e Islamiche.
- Realizzato: nel XV secolo a.C. per Thutmose III; rieretto a Costantinopoli nel 390 d.C.
- Cos’è: un obelisco di granito rosso di Assuan, oggi alto circa 19,6 metri, forse due terzi dell’altezza originale, poggiato su blocchi di bronzo e su una base di marmo scolpita.
- Cos’è oggi: un monumento all’aperto in una piazza pubblica, visibile liberamente a qualsiasi ora.
- Tempo necessario: 15–20 minuti, di più se vuoi leggere tutti e quattro i lati della base.
Dal Nilo al Bosforo
Thutmose III, uno dei grandi re guerrieri d’Egitto, fece realizzare l’obelisco, uno di una coppia, davanti al settimo pilone del tempio di Amon a Karnak, nell’attuale Luxor. I geroglifici lo celebrano e ricordano le sue campagne in Siria, compreso l’attraversamento dell’Eufrate. Nel IV secolo d.C. l’imperatore Costanzo II lo fece trasportare lungo il Nilo fino ad Alessandria nel 357; lì rimase sulla riva per più di trent’anni prima di proseguire per Costantinopoli.
Nel 390 Teodosio I lo fece innalzare sulla spina, la barriera centrale dell’Ippodromo, accanto ad altri trofei arrivati da tutto l’impero. I lavori furono diretti da Proclo, prefetto della città. Probabilmente l’obelisco si spezzò durante il trasporto o in un primo tentativo di sollevarlo, ed è per questo che ne resta solo la parte superiore. Per secoli l’Ippodromo fu il palcoscenico della vita pubblica bizantina, con decine di migliaia di spettatori che tifavano per le squadre dei carri. Dopo la conquista ottomana del 1453 la pista scomparve poco a poco sotto gli edifici e poi sotto la piazza attuale, ma l’obelisco rimase dove Teodosio lo aveva messo.
Cosa osservare
- I geroglifici sui quattro lati del fusto: nomi e titoli di Thutmose III e, in cima, scene del faraone che fa offerte al dio Amon-Ra. Sono ancora sorprendentemente nitidi.
- I blocchi di bronzo agli angoli: l’obelisco non poggia direttamente sulla base, ma su quattro piccoli cubi di bronzo.
- La base teodosiana: su un lato l’imperatore e la sua famiglia guardano dalla tribuna imperiale, con sotto i barbari inginocchiati che portano doni; su un altro tiene una corona di vittoria sopra musicisti, danzatrici e un organo idraulico.
- Le scene di cantiere: un rilievo mostra gli operai che sollevano l’obelisco con funi e argani; un altro mostra l’Ippodromo stesso, con l’obelisco sulla spina e le quadrighe in corsa.
- Le due iscrizioni: una in latino e una in greco sul lato opposto, entrambe in lode di Teodosio e Proclo. Nota che la parte bassa della base si trova sotto il livello della piazza attuale: il terreno si è alzato dall’epoca bizantina.
Trenta giorni o trentadue?
Leggendo le due iscrizioni scopri che non sono d’accordo. I versi latini dicono che l’impresa «difficile» fu compiuta in «tre volte dieci giorni», mentre i distici greci affermano che Proclo lo innalzò in 32 giorni. Nessuno sa quale sia giusta. Proclo non si godette a lungo la gloria: caduto in disgrazia, fu giustiziato nel 393 e il suo nome venne scalpellato via dall’iscrizione greca, poi ripristinato dopo la morte di Teodosio. La punta di bronzo dell’obelisco fu strappata da una violenta tempesta nell’869.
Consigli per la visita
- Fai tutto il giro della base: ogni lato racconta una parte diversa della storia.
- Vieni la mattina presto o la sera, quando la piazza è più tranquilla e la luce radente fa risaltare i geroglifici.
- Abbinalo agli altri monumenti dell’Ippodromo in una breve passeggiata: sono allineati lungo l’antica spina, a un paio di minuti a piedi l’uno dall’altro.
Nei dintorni
- Colonna Serpentina: la colonna di bronzo a pochi passi, realizzata per celebrare la vittoria dei Greci sui Persiani a Platea nel 479 a.C. e portata qui da Delfi.
- Obelisco murato: l’obelisco di pietra grezza all’estremità sud della piazza, costruito a blocchi invece che scolpito in un unico pezzo.
- Fontana tedesca: la fontana ottagonale con cupola all’estremità nord, dono dell’imperatore tedesco Guglielmo II, inaugurata nel 1901.
- Moschea Blu: la Moschea del Sultano Ahmed, proprio accanto alla piazza, con sei minareti e l’interno rivestito di piastrelle blu.
Scopri Istanbul con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Istanbul trasforma il centro storico in un gioco sul tuo telefono. Il percorso dura circa 3 ore, con circa 60 minuti di cammino: esplori al tuo ritmo e risolvi enigmi lungo la strada.
Se preferisci un formato diverso, a Istanbul ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto.
Gioca alla caccia al tesoro di Istanbul →
Fai il tour a piedi in autonomia di Istanbul →
Gioca all’escape game all’aperto a Istanbul →
Fatti verificati a ottobre 2026.
