
I Quattro Canti, ufficialmente piazza Vigliena, sono l’incrocio barocco dove via Maqueda incontra corso Vittorio Emanuele, le due strade principali della Palermo antica. Realizzati dal 1608, non sono una vera piazza ma un ottagono formato da quattro facciate d’angolo curve. Ognuna è costruita a piani come una torta nuziale: in basso una fontana con una stagione, al centro un re di Spagna e in alto una delle sante patrone di Palermo.
I Quattro Canti in breve
- Dove: all’incrocio tra via Maqueda e corso Vittorio Emanuele (il Cassaro), nel centro storico di Palermo.
- Costruzione: dal 1608, sotto i viceré spagnoli; le fontane furono completate intorno al 1630 e le statue dei re scolpite nel 1661–1663.
- Di: progetto dell’architetto regio Giulio Lasso, completato da Mariano Smiriglio; sculture di Gregorio Tedeschi, Nunzio La Mattina e Carlo D’Aprile.
- Oggi: un vivace incrocio pedonale e il punto d’incontro naturale del centro storico, visibile gratis a ogni ora.
- Tempo necessario: 10–15 minuti, di più se entri nella chiesa d’angolo.
Un incrocio per un viceré
La strada più antica di Palermo, il Cassaro, andava dal Palazzo Reale verso il mare. Intorno al 1600 i sovrani spagnoli della Sicilia fecero aprire una seconda strada dritta che la tagliava, via Maqueda, dal nome del viceré che la volle. L’incrocio divideva la città vecchia in quattro quartieri, e nel 1608 il viceré Juan Fernández Pacheco, marchese di Villena (Vigliena in italiano), lo fece trasformare in una scenografia. L’architetto regio Giulio Lasso disegnò quattro facciate concave uguali, e Mariano Smiriglio completò l’opera negli anni seguenti.
Ogni facciata sovrappone tre ordini, dorico, ionico e corinzio, e ogni piano ha il suo tema. Gli scultori Gregorio Tedeschi e Nunzio La Mattina realizzarono le fontane e le stagioni, completate intorno al 1630, e Carlo D’Aprile scolpì le statue dei re nel 1661–1663. In cima a ogni angolo stanno tre stemmi: quello reale al centro, affiancato da quelli del viceré e del Senato di Palermo. La piazza porta ancora il titolo del viceré, piazza Vigliena, anche se a Palermo nessuno la chiama così.
Cosa osservare
- Le quattro stagioni nell’ordine inferiore, ognuna sopra una fontana: Primavera, Estate, Autunno e Inverno, figure classiche con fiori, messi, uva e, per l’Inverno, una sorta di lanterna.
- I quattro re di Spagna nelle nicchie centrali: Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV, che governavano la Sicilia da Madrid.
- Le quattro sante patrone di Palermo in cima, una per ogni antico mandamento: Cristina, Ninfa, Oliva e Agata.
- I tre stemmi che coronano ogni angolo: quello del re, del viceré e del Senato cittadino.
- La chiesa di San Giuseppe dei Teatini sull’angolo sud-ovest, il cui fianco forma una delle quattro facciate; all’interno è riccamente decorata con marmi e stucchi barocchi.
Il Teatro del Sole
I palermitani chiamano l’incrocio anche Teatro del Sole. Poiché le quattro facciate guardano in direzioni diverse, quasi a ogni ora del giorno il sole ne illumina almeno una mentre le altre restano in ombra. Gli angoli segnano anche i quattro mandamenti storici della città vecchia, che qui si incontravano: Kalsa, Albergheria, Seralcadi (Capo) e Loggia (Castellammare). Ogni santa in cima veglia su uno di essi.
Consigli per la visita
- Mettiti al centro dell’incrocio solo se il traffico lo permette; le viste migliori sono da ciascun angolo, guardando in diagonale la facciata opposta.
- Passa la mattina e di nuovo il pomeriggio per vedere angoli diversi al sole: è proprio l’idea del Teatro del Sole.
- Abbina la visita a piazza Pretoria e piazza Bellini, a uno o due minuti, per una breve passeggiata tra tre delle piazze più belle di Palermo.
Nei dintorni
- Fontana Pretoria: la fontana rinascimentale affollata di nudi in marmo, a un minuto a piedi accanto al municipio.
- La Martorana e San Cataldo: le chiese normanne di piazza Bellini, una con mosaici bizantini e l’altra con tre cupole rosse, a un paio di minuti a piedi.
- Cattedrale di Palermo: l’enorme cattedrale sul Cassaro, a una decina di minuti a piedi verso il Palazzo Reale.
- Teatro Massimo: il più grande teatro d’opera d’Italia, in fondo a via Maqueda verso nord, a dieci-quindici minuti a piedi.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
