
Il Tempio di Giove è il piccolo tempio romano in fondo a un vicolo stretto, subito a ovest del Peristilio, dentro il Palazzo di Diocleziano a Spalato. Fu costruito intorno al 300 d.C. per il dio di cui l’imperatore si presentava come protetto e nell’alto Medioevo divenne un battistero cristiano dedicato a san Giovanni Battista. La sua volta di pietra scolpita è sopravvissuta quasi intatta, e accanto alla porta c’è ancora una sfinge di granito senza testa arrivata dall’Egitto.
Il Tempio di Giove in breve
- Dove: nella metà occidentale del Palazzo di Diocleziano, in fondo a un vicolo stretto che parte dal Peristilio verso ovest, di fronte alla cattedrale.
- Costruito: tra il 295 e il 305 d.C. circa, come parte del palazzo dove l’imperatore Diocleziano si ritirò; trasformato in battistero nell’alto Medioevo, forse già nel VI secolo.
- Cosa è oggi: il Battistero di San Giovanni, parte del complesso della cattedrale di Spalato, visitabile con biglietto. Si trova nel sito UNESCO del Palazzo di Diocleziano.
- Tempo necessario: 15–20 minuti.
Dal tempio di Giove al battistero di Giovanni
Diocleziano, che governò l’Impero romano dal 284, prese il nome di Iovius per presentarsi come il prescelto di Giove, il dio supremo dei Romani. Fece costruire il suo palazzo sulla costa adriatica per viverci dopo aver lasciato il potere nel 305. A ovest del Peristilio creò un recinto sacro, dove il tempio sorgeva su un alto podio, con un portico di colonne sul davanti, una sala voltata per la statua di culto e una cripta sottostante. I lavori si fermarono con l’abdicazione dell’imperatore, per cui parte della decorazione rimase incompiuta. La dedica a Giove è quella tradizionale; alcuni studiosi hanno proposto altre divinità.
Diocleziano è ricordato anche per l’ultima grande persecuzione dei cristiani, durante la quale Doimo (Domnio), vescovo della vicina Salona, fu giustiziato nel 304. Nell’alto Medioevo, quando gli abitanti di Salona si stabilirono dentro le mura del palazzo, il mausoleo dell’imperatore divenne la cattedrale di San Doimo e il tempio un battistero dedicato a san Giovanni Battista, con la cripta consacrata a san Tommaso.
Cosa osservare
- La sfinge: la sfinge di granito senza testa accanto ai gradini è una di quelle che Diocleziano fece arrivare dall’Egitto. Fu trovata nel 1928 nelle fondamenta di una casa romanica demolita e poi collocata davanti al tempio.
- Il portale: una cornice di pietra riccamente scolpita intorno all’ingresso, sormontata da rilievi romani con dèi ed eroi, tra cui Giove, Apollo ed Ercole.
- La volta: una volta a botte di pesanti blocchi di pietra scolpiti a cassettoni profondi. Nel Quattrocento ispirò il battistero del primo Rinascimento che Andrea Alessi (Andrija Aleši) costruì per la cattedrale di Traù.
- Il fonte battesimale: fu montato nel XIII secolo con lastre scolpite di un recinto d’altare dell’XI secolo che si trovava nella cattedrale. Una lastra mostra un re croato sul trono con i suoi sudditi, di solito identificato con Pietro Krešimir IV o Demetrio Zvonimir. Altre lastre hanno l’intreccio tipico della scultura croata altomedievale.
- San Giovanni Battista: l’alta statua di bronzo di Ivan Meštrović. La progettò nel 1953, quando viveva negli Stati Uniti; fu fusa nel 1959 e collocata qui nel 1960.
- Le tombe: i sarcofagi di pietra di due arcivescovi medievali di Spalato, Giovanni e Lorenzo, morto nel 1099. Davanti all’edificio si trova il sarcofago rinascimentale di Jakov Selembrije, del Cinquecento.
Sfingi dall’Egitto e un architetto scozzese
Diocleziano fece arrivare dall’Egitto una serie di sfingi di granito per decorare il suo palazzo; la tradizione dice che fossero dodici. La meglio conservata, con la testa, è ancora distesa sul Peristilio accanto alla cattedrale. Molti secoli dopo, nel 1757, l’architetto scozzese Robert Adam passò settimane a misurare e disegnare il palazzo. Il suo volume di incisioni, pubblicato nel 1764, fece conoscere in tutta Europa gli edifici romani di Spalato e alimentò lo stile neoclassico che portò in Gran Bretagna.
Consigli per la visita
- Il vicolo che porta al tempio è largo appena quanto basta perché due persone si incrocino, e la sala si riempie in fretta. Vieni al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando i gruppi diminuiscono.
- Prima di tutto guarda in alto: la volta a cassettoni è il motivo per entrare, ed è facile non notarla mentre si fa la fila alla porta.
- È un luogo di culto: vestiti in modo adeguato e parla a bassa voce. Se vuoi vedere anche la cattedrale e salire sul campanile, chiedi un biglietto cumulativo per il complesso della cattedrale.
Nei dintorni
- Peristilio: il cortile colonnato al centro del palazzo, con la sfinge egizia intera, a un minuto a piedi verso est.
- Cattedrale di San Doimo: la cattedrale di Spalato, ricavata nel mausoleo ottagonale di Diocleziano, con un campanile romanico su cui si può salire.
- Vestibolo: la sala rotonda con cupola subito a sud del Peristilio, che un tempo conduceva agli appartamenti privati dell’imperatore.
- Porta Aurea e statua di Gregorio di Nona: la porta nord del palazzo e il gigantesco vescovo di bronzo di Meštrović, a pochi minuti a piedi verso nord.
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