
Il Palazzo di Diocleziano è la residenza per la vecchiaia dell’imperatore romano sul lungomare di Spalato, e non è una rovina da visitare ma il centro storico stesso. Iniziato intorno al 295 d.C., nel VII secolo fu occupato dai profughi, e ancora oggi circa 3.000 persone vivono tra le sue mura, tra caffè, negozi e una cattedrale che un tempo era la tomba dell’imperatore.
Il Palazzo di Diocleziano in breve
- Dove: il cuore del centro storico di Spalato, tra il lungomare della Riva e la Porta Aurea sul lato nord.
- Costruito: iniziato intorno al 295 d.C.; Diocleziano vi si trasferì dopo aver abdicato nel 305.
- Cos’è oggi: un centro storico abitato e, insieme al nucleo storico di Spalato, patrimonio mondiale UNESCO dal 1979.
- Tempo necessario: 1–2 ore per girarlo; mezza giornata se visiti anche la cattedrale, il campanile e i sotterranei.
Dalla villa dell’imperatore alla città
Diocleziano, che riorganizzò l’Impero romano ed è ricordato per l’ultima grande persecuzione dei cristiani, fece una cosa che quasi nessun imperatore fece: andò in pensione. I lavori del suo palazzo sulla costa dalmata iniziarono intorno al 295, e dopo l’abdicazione del 305 vi visse fino alla morte, pochi anni dopo. Il palazzo era impostato come un accampamento militare romano, con mura e torri; metà era per l’imperatore, metà per la sua guarnigione. Fu costruito in calcare bianco locale, pietra dell’isola di Brač e tufo, con colonne di granito e sfingi portate dall’Egitto.
Nel VII secolo, quando Avari e Slavi distrussero la vicina città romana di Salona, i suoi abitanti si rifugiarono dentro le mura del palazzo. Costruirono case nelle strutture romane, chiese sopra le porte e, nel corso dei secoli, case medievali e rinascimentali sopra le antiche stanze: dal palazzo nacque la città di Spalato. Nel 1764 l’architetto scozzese Robert Adam pubblicò disegni delle rovine che contribuirono a plasmare l’architettura neoclassica britannica. Nel 1979 il palazzo divenne patrimonio mondiale UNESCO, e più di recente i suoi sotterranei sono stati un set della quarta stagione di Game of Thrones.
Cosa osservare
- Il Peristilio: la piazza centrale incorniciata da colonne di granito, dove si vede ancora una delle sfingi egizie del palazzo. Delle sfingi originali ne restano tre: una qui, una presso il Tempio di Giove e una nel museo cittadino.
- Il Vestibolo: la sala rotonda a cupola che portava agli appartamenti imperiali, oggi aperta verso il cielo in cima; vi cantano spesso gruppi di klapa per la sua acustica.
- Cattedrale di San Doimo: il mausoleo ottagonale di Diocleziano trasformato in cattedrale cristiana, dedicata a un vescovo di Salona martirizzato proprio sotto l’imperatore che vi era sepolto.
- I sotterranei (sostruzioni): le sale a volta sotto la metà meridionale del palazzo, che ripetono la pianta degli appartamenti imperiali perduti al piano di sopra. Ci si entra dalla Riva attraverso la Porta di Bronzo.
- Le quattro porte: la Porta Aurea (nord), la Porta Argentea (est), la Porta Ferrea (ovest, l’unica rimasta in uso senza interruzione) e la Porta di Bronzo (sud, l’antica porta sul mare).
L’imperatore e i suoi cavoli
Un racconto antico narra che qualche anno dopo il ritiro, invitato a tornare al potere, Diocleziano rifiutò rispondendo che, se i visitatori avessero visto i cavoli coltivati con le sue mani, non gli avrebbero mai chiesto di rinunciarvi. Lo riportano autori romani posteriori e forse è abbellito, ma si addice a un palazzo costruito per un imperatore che scelse di smettere di regnare.
Consigli per la visita
- Vieni la mattina presto o la sera, quando le calli sono più tranquille e i gruppi delle navi da crociera sono ripartiti.
- La vecchia pavimentazione in pietra è levigata e può essere scivolosa, soprattutto dopo la pioggia: indossa scarpe con una buona suola.
- Sali sul campanile della cattedrale per la vista sui tetti del palazzo e sul porto.
- Fermati qualche minuto nel Vestibolo: se un gruppo di klapa sta cantando, capirai perché sceglie quella sala.
Nei dintorni
- Gregorio di Nona: il gigantesco vescovo in bronzo di Ivan Meštrović davanti alla Porta Aurea; si dice che strofinargli l’alluce porti fortuna.
- La Riva: il lungomare con le palme lungo il muro sud del palazzo, il posto per una passeggiata serale.
- Teatro nazionale croato: il teatro del 1893, a pochi minuti a piedi a nord del centro storico.
- Collina del Marjan: la collina boscosa a ovest del centro, con belvedere sulla città e sulle isole.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
