
Il Foro romano di Salonicco, detto anche Agorà antica, è la grande area archeologica ribassata in Piazza Dikastirion, poco sopra Piazza Aristotelous, in centro. Era il centro civile e religioso della Salonicco romana, con portici, un piccolo teatro, una zecca e terme. Venne alla luce per caso negli anni Sessanta, quando la città iniziò a costruire qui un nuovo tribunale.
Il Foro romano in breve
- Dove: Piazza Archaias Agoras, ancora nota col vecchio nome di Piazza Dikastirion (Piazza del Tribunale), all’incrocio tra le vie Olympou e Filippou.
- Costruito: in due fasi principali, a metà del II e a metà del III secolo d.C., su un’area già pubblica in epoca ellenistica.
- Cos’è oggi: un sito archeologico all’aperto con un museo sotterraneo, aperto nel 1999, e un odeon restaurato che d’estate ospita spettacoli.
- Tempo necessario: circa un’ora con il museo, o 10 minuti per guardare dalla ringhiera.
Scoperto sotto un tribunale mai nato
Salonicco fu fondata nel 315 a.C. dal re macedone Cassandro, che le diede il nome della moglie Tessalonica, sorellastra di Alessandro Magno. Sotto Roma divenne capitale della provincia di Macedonia. L’area del foro era uno spazio pubblico già dal III secolo a.C., ma il complesso che vedi fu costruito nel II e III secolo d.C.: una grande piazza rettangolare circondata da portici a due piani, un odeon, una zecca, un archivio pubblico e terme. Rimase in uso almeno fino al VI secolo.
Nei secoli successivi le rovine sparirono sotto la città. Negli anni Sessanta la piazza fu scelta per il nuovo tribunale comunale, e appena iniziarono gli scavi affiorarono i resti del foro. Il tribunale non fu mai costruito; dal 1962 seguirono gli scavi, e la piazza si chiama ufficialmente Piazza dell’Agorà antica, anche se quasi tutti dicono ancora Dikastirion. L’odeon fu consolidato nel 1969–1973, restaurato negli anni Novanta e riaperto come luogo di spettacolo il 27 giugno 1997; il museo arrivò nel 1999.
Cosa osservare
- L’odeon: un piccolo teatro della metà del II secolo, costruito al posto di un più antico edificio del consiglio. Dopo la metà del III secolo fu coperto e ospitava circa 300 persone; oggi da maggio a settembre accoglie spettacoli e concerti.
- Il criptoportico: una doppia galleria a volta sotto il portico del lato sud, usata probabilmente come magazzino. Si entra nel sito da qui, e ospita anche mostre.
- La piazza stessa: basi di colonne, lastre del pavimento e il tracciato dei portici che racchiudevano lo spazio aperto.
- Le terme romane: uno dei due impianti termali del foro è stato scavato; l’altro si trova ancora sotto la città.
- Il museo sotterraneo: i reperti degli scavi del 1962–1999 e la storia del sito dall’età ellenistica a oggi, con oggetti in vetro e oro.
Las Incantadas: le incantate
Accanto al foro sorgeva un tempo un portico a due piani il cui livello superiore era decorato con otto figure mitologiche scolpite: una menade, Dioniso, Arianna, Leda, Nike, Aura, uno dei Dioscuri e Ganimede. Gli ebrei sefarditi di Salonicco, che parlavano il ladino, le chiamavano Las Incantadas, le incantate; in greco sono le Magemenes. Nel 1864 le figure furono smontate e spedite in Francia, e oggi si trovano al Louvre di Parigi. Un’antica incisione del portico è esposta nel museo del sito.
Consigli per la visita
- Fai prima il giro della ringhiera a livello della strada: dall’alto vedi tutta la pianta del foro prima di scendere.
- D’estate controlla il programma dell’odeon. Assistere a uno spettacolo in un teatro romano in mezzo alla città è un bel modo per chiudere la giornata.
- Al sito si accede dal criptoportico ed è accessibile in sedia a rotelle.
Nei dintorni
- Chiesa di San Demetrio: la grande basilica del patrono della città, con una cripta ricavata in terme romane, a pochi minuti a piedi in salita.
- Panagia Chalkeon: una piccola chiesa in mattoni del 1028 all’angolo sud della piazza, parte dei monumenti bizantini di Salonicco tutelati dall’UNESCO.
- Bey Hamam: un bagno ottomano del 1444 su via Egnatia, a pochi minuti a piedi.
- Piazza Aristotelous: la grande piazza della città, tracciata dopo l’incendio del 1917, che scende fino al mare.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
