
Il teatro greco-romano di Catania è un grande teatro antico nascosto dietro le facciate di via Vittorio Emanuele, nel cuore del centro storico. Ciò che vedi è soprattutto romano, del I e II secolo d.C., costruito in scura pietra vulcanica dove probabilmente sorgeva un teatro greco. La sua particolarità più curiosa sta in basso: l’orchestra è spesso allagata, alimentata da una sorgente sotterranea che la tradizione collega al fiume Amenano, ormai sepolto.
Il teatro greco-romano in breve
- Dove: via Vittorio Emanuele II, tra piazza San Francesco e via Teatro Greco, nel centro storico di Catania. Dalla strada vedi solo una normale fila di case.
- Costruito: probabilmente sul sito di un teatro greco più antico; l’edificio romano risale soprattutto al I e II secolo d.C.
- Che cos’è oggi: parte del parco archeologico greco-romano di Catania, insieme al più piccolo Odeon accanto e a due vecchie case, Casa Liberti e Casa Pandolfo, che espongono reperti del sito.
- Tempo necessario: da 45 minuti a un’ora per teatro e Odeon.
Da luogo di assemblea greco a rovina sepolta
Gli autori antichi raccontano che lo stratega ateniese Alcibiade parlò ai cittadini di Katane nel loro teatro nel 415 a.C., per convincerli a schierarsi contro Siracusa. Se quel teatro greco sorgesse esattamente qui è ancora discusso, ma gli scavi hanno trovato sotto l’edificio romano una costruzione più antica in grandi blocchi di arenaria, e i catanesi chiamano ancora il luogo ‘Tiatru grecu’. Nel I secolo d.C., probabilmente dopo che Augusto fece di Catania una colonia romana, il teatro fu ricostruito con conci squadrati di lava. Nel II secolo fu ampliato con una scena rivestita di marmi e poteva ospitare circa 7.000 spettatori.
Il teatro fu abbandonato tra il V e il VI secolo. Nel 1098 il conte normanno Ruggero ne fece prelevare marmi e pietre per la nuova cattedrale di Sant’Agata, e nei secoli sopra e dentro le gradinate sorsero case, mentre colate laviche e terremoti alzavano il terreno intorno. Gli scavi iniziarono nel Settecento con Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, ma le ultime case all’interno delle rovine furono sgomberate solo nel 1959.
Cosa osservare
- L’orchestra allagata: il semicerchio in basso è spesso coperto da acqua limpida che sgorga da una sorgente sotterranea, motivo per cui il teatro non si può usare per spettacoli.
- La cavea: gradinate di scura pietra lavica che salgono lungo il pendio, divise in cunei dalle scalette. Siediti in alto per capirne le dimensioni.
- I corridoi: ambulacri a volta sotto le gradinate, da cui gli spettatori raggiungevano i posti. Sono freschi e ombreggiati anche nei giorni più caldi.
- Le case sul bordo: vecchie abitazioni si affacciano ancora sulle rovine, con i balconi sopra le gradinate. Casa Liberti espone frammenti di marmo e altri reperti degli scavi.
- L’Odeon: il teatro semicircolare più piccolo accanto a quello grande, con molti meno posti e un’orchestra pavimentata in marmo.
Il fiume sepolto di Catania
L’Amenano un tempo scorreva a cielo aperto a Catania, ma nei secoli le colate laviche lo hanno ricoperto, e oggi passa nascosto sotto la città vecchia. Affiora solo in pochi punti. Il più noto è la Fontana dell’Amenano in piazza del Duomo, dove l’acqua trabocca dal bordo di una vasca di marmo in un velo liscio che i catanesi chiamano ‘acqua a linzolu’, acqua a lenzuolo. Si dice che la vasca nell’orchestra del teatro sia alimentata dalle stesse vene sotterranee.
Consigli per la visita
- Tra le rovine c’è poca ombra, quindi d’estate vieni presto la mattina o nel tardo pomeriggio.
- Metti scarpe con una buona suola: i gradini di lava sono irregolari e possono essere scivolosi, soprattutto vicino all’acqua.
- Cerca l’ingresso su via Vittorio Emanuele; dalla strada il teatro è invisibile ed è facile passarci davanti senza accorgersene.
- Abbina la visita a via dei Crociferi e al Museo Belliniano, entrambi a un paio di minuti.
Nei dintorni
- Museo Civico Belliniano: la casa natale del compositore Vincenzo Bellini, in piazza San Francesco, a pochi passi dall’ingresso del teatro.
- Via dei Crociferi: una delle più belle strade barocche di Catania, tra chiese e conventi, proprio dietro l’angolo.
- Monastero dei Benedettini: l’enorme ex monastero benedettino di San Nicolò l’Arena, oggi sede universitaria, a breve distanza in salita.
- Piazza del Duomo: la cattedrale, l’elefante di pietra lavica della Fontana dell’Elefante e la Fontana dell’Amenano, a pochi minuti a piedi.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
