L’acquedotto Saint-Clément a Montpellier: 236 archi sugli Arceaux

The arches of the Saint-Clément aqueduct in Montpellier

L’acquedotto Saint-Clément è l’opera del Settecento che portava acqua di sorgente a Montpellier, fino alla Promenade du Peyrou, il punto più alto della città. Il suo ultimo tratto, una lunga doppia fila di archi in pietra, fa talmente parte del paesaggio urbano da aver dato il nome a un intero quartiere: Les Arceaux, «i piccoli archi». L’ingegnere Henri Pitot prese a modello il romano Pont du Gard.

L’acquedotto Saint-Clément in breve

  • Dove: dalla Promenade du Peyrou verso ovest lungo il Boulevard des Arceaux, al margine occidentale del centro storico.
  • Costruito: 1753–1765; la prima pietra fu posata il 13 giugno 1753 e l’inaugurazione avvenne il 7 dicembre 1765.
  • Di: Henri Pitot, ingegnere idraulico francese; il castello d’acqua del Peyrou è opera dell’architetto di Montpellier Jean-Antoine Giral.
  • Cos’è oggi: un monumento storico tutelato e fuori servizio, sotto i cui archi trovano posto un mercato, giocatori di bocce e auto parcheggiate.
  • Tempo necessario: 30–45 minuti per percorrere gli archi dal Peyrou e tornare.

Tre secoli di sete

Fin dal Medioevo Montpellier cercava un modo per portare acqua da fuori città: già nel 1456 il re Carlo VII la spingeva a captare la sorgente di Saint-Clément, e l’idea fu riesaminata nel 1673. Solo nel 1751 il consiglio cittadino decise di costruire un acquedotto da Saint-Clément-de-Rivière, a nord, fino al Peyrou. Pitot riprese dal Pont du Gard il principio dei grandi archi che ne sorreggono di più piccoli, riducendo il rischio di crepe e perdite.

All’inizio arrivavano al castello d’acqua del Peyrou circa 25 litri al secondo. Con la crescita della città, l’acquedotto fu prolungato a nord fino alla sorgente del Lez nel 1859, e nel 1931 una nuova condotta sotterranea decuplicò la portata. L’acquedotto fu dismesso nel 1983. Alcune parti sono tutelate come monumento storico dal 1954, e dal 2022 la tutela copre l’intero percorso.

Cosa osservare

  • I due ordini di archi: nel tratto degli Arceaux 53 grandi archi, larghi circa otto metri ciascuno, sostengono 183 archi più piccoli, tre piccoli sopra ogni grande.
  • L’altezza: nel punto più alto la struttura supera i 20 metri, mentre il canale in cima è largo solo circa 1,35 metri.
  • Il tratto a muro all’estremità ovest, vicino al serbatoio delle Arcades, dove gli archetti poggiano su un muro continuo invece che su grandi archi.
  • I tre grandi archi all’estremità est: costruiti tra il 1765 e il 1775 per scavalcare la prima terrazza della Promenade du Peyrou, sostituirono gli ultimi quattro archi di Pitot.
  • Il castello d’acqua sul Peyrou: un elegante padiglione a colonne dove l’acquedotto consegnava l’acqua alle fontane cittadine.

La vita sotto gli archi

L’acquedotto scandisce ancora la vita quotidiana degli Arceaux. Il martedì e il sabato mattina ai suoi piedi si tiene un mercato di orticoltori, casari e fornai della zona, molti biologici. Sotto i vecchi platani vicini si ritrovano i giocatori di pétanque come in una piazza di paese, e gli archi incorniciano la vista quasi ovunque.

Consigli per la visita

  • Parti dalla Promenade du Peyrou: dalla terrazza vedi la fila di archi prima di camminarci accanto.
  • Il tardo pomeriggio è piacevole, quando il sole basso illumina la pietra e i platani fanno ombra al viale.
  • Vieni in un giorno di mercato se ami i prodotti locali, ma aspettati folla e poco spazio per le foto.
  • Gli archi sorgono tra strade e parcheggi: fai attenzione al traffico mentre scatti.

Nei dintorni

  • Promenade du Peyrou: la spianata reale con la statua equestre di Luigi XIV e un’ampia vista, proprio dove finisce l’acquedotto.
  • Arc de Triomphe (Porte du Peyrou): la porta trionfale del Seicento all’ingresso del Peyrou, a pochi minuti a piedi.
  • Jardin des Plantes: fondato nel 1593, è il più antico orto botanico di Francia.
  • Cattedrale di Saint-Pierre: la cattedrale gotica con l’insolito portico poggiato su due enormi pilastri rotondi.

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