6 luoghi di Nantes: il castello, Place Royale e l’Elefante

Place Royale a Nantes

Questa guida segue una linea attraverso Nantes, dal castello dei duchi di Bretagna fino alla Loira: il Castello dei duchi di Bretagna, la basilica di Saint-Nicolas, Place Royale, il Passage Pommeraye, il Memoriale dell’abolizione della schiavitù e, sull’altra riva, il Grande Elefante delle Machines de l’île. Insieme raccontano il passato ducale della città, la sua crescita come porto nel Settecento e nell’Ottocento, il lato più oscuro di quella ricchezza e i cantieri navali trasformati in un luogo di gioco.

Castello dei duchi di Bretagna

Qui sorgeva un castello già dall’inizio del XIII secolo, ma ciò che vedi è soprattutto opera di Francesco II, duca di Bretagna, che lo fece ricostruire interamente a partire dal 1466, con architetti ducali tra cui Mathurin Rodier. Sua figlia Anna di Bretagna proseguì i lavori. Da fuori sembra una fortezza, con torri e cortine in scisto e granito e un fossato un tempo alimentato dalla Loira; dentro le mura, il cortile è circondato dalle facciate in tufo bianco di un palazzo residenziale. L’Editto di Nantes del 1598, con cui Enrico IV concesse diritti ai protestanti, sembra sia stato firmato qui, anche se una tradizione più antica colloca la firma in una casa che non esiste più.

Nel 1800 un soffitto marcio in una delle torri crollò su una riserva di polvere da sparo; l’esplosione distrusse la torre e gran parte del Grand Gouvernement, e furono trovati sessanta corpi. L’esercito rimase fino al 1920, anche se la città aveva preso ufficialmente possesso del castello nel 1915. Dopo un lungo restauro, ha riaperto nel 2007 con il Museo di storia di Nantes, le cui 32 sale affrontano apertamente anche il ruolo della città nella tratta atlantica degli schiavi. Il castello è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.

  • Il Grand Logis, l’edificio più grande, con alti abbaini in gotico fiammeggiante, alcuni dei quali portavano i monogrammi di Anna e di Luigi XII.
  • La Tour de la Couronne d’Or, con rare logge rinascimentali; il nome deriverebbe dal pozzo vicino, la cui struttura in ferro ricorda una corona.
  • La passeggiata sui bastioni, con vista sul cortile e sulla città.

Basilica di Saint-Nicolas

La basilica di Saint-Nicolas, poche strade a ovest del castello, fu una delle prime chiese neogotiche di Francia. La progettò Jean-Baptiste Lassus, collaboratore di Viollet-le-Duc, e fu costruita in granito locale e tufo della Turenna; la prima pietra fu posata nel 1844 e la chiesa fu benedetta nel 1869, mentre il campanile richiese gli ultimi quindici anni di lavoro. Il motore del progetto fu il parroco Félix Fournier, poi vescovo di Nantes, da cui prende il nome la piazza davanti. Papa Leone XIII la elevò a basilica minore. Gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati nel 1943, fu restaurata tra il 1953 e il 1974. È una tappa della nostra caccia al tesoro.

Place Royale

Place Royale fu progettata dall’architetto Mathurin Crucy, che nel 1786 disegnò il piano del quartiere partendo da schizzi di Jean-Baptiste Ceineray; la piazza fu realizzata nel 1790, dopo l’abbattimento delle vecchie mura. Prevista come Place Louis XVI, durante la Rivoluzione divenne Campo della Libertà e Place de l’Égalité, fino al 1806. Nel bombardamento del 1943 furono distrutti otto dei suoi nove edifici, e l’architetto Michel Roux-Spitz li ricostruì in cemento com’erano prima. Place Royale è una tappa della nostra caccia al tesoro.

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  • La fontana del 1865, progettata da Henri-Théodore Driollet: tre vasche di granito sovrapposte, coronate da una statua della città di Nantes di Daniel Ducommun du Locle.
  • Intorno alla fontana, le figure della Loira e di quattro suoi affluenti: l’Erdre, la Sèvre, il Cher e il Loiret.

Passage Pommeraye

Il Passage Pommeraye è una galleria commerciale coperta che risolve un dislivello: collega rue de la Fosse, vicino al fiume, con rue Santeuil, circa nove metri più in alto, attraverso tre livelli di gallerie intorno a una scala centrale. Fu il progetto di un notaio, Louis Pommeraye, con gli architetti Jean-Baptiste Buron e Hippolyte Durand-Gasselin. I lavori iniziarono alla fine del 1840 e aprì nel giugno 1843, ma la società che lo gestiva fu rovinata dalla crisi economica del 1848 e liquidata nel 1849, e Pommeraye perse tutto.

Il passaggio ha un posto nella cultura francese. Jacques Demy, cresciuto a Nantes, lo usò come set nel suo film Lola del 1961, e lo scrittore André Pieyre de Mandiargues vi ambientò un racconto. Un restauro concluso nel 2015 gli ha restituito l’aspetto del 1843. È monumento storico tutelato e una tappa della nostra caccia al tesoro.

  • Le statue in terracotta di Jean-Baptiste Debay ai piani superiori, allegorie del Commercio, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Belle Arti, delle Scienze e altre.
  • I due bambini che rappresentano il Giorno e la Notte accanto all’orologio, la scala in legno con le ringhiere in ferro battuto e le vetrate su telai di ferro.

Memoriale dell’abolizione della schiavitù

Nantes fu uno dei principali porti negrieri di Francia, e il Memoriale dell’abolizione della schiavitù, inaugurato il 25 marzo 2012, affronta direttamente questa storia. Progettato dall’artista polacco Krzysztof Wodiczko e dall’architetto argentino-americano Julian Bonder, si stende lungo il quai de la Fosse sulla Loira, tra il ponte Anne-de-Bretagne e la passerella Victor-Schoelcher. Lungo la passeggiata sono incastonate nel suolo circa 2.000 lastre di vetro: 1.710 riportano i nomi delle navi negriere con le date di partenza da Nantes, le altre i nomi di porti in Africa, nelle Americhe e nell’Oceano Indiano.

Alcuni gradini scendono in uno spazio sotto la banchina, quasi al livello del fiume, che richiama i ponti delle navi negriere. Qui la parola libertà compare in 47 lingue, con citazioni di persone che hanno combattuto la schiavitù, dal XVII secolo a oggi, e l’epitaffio del memoriale è l’articolo 4 della Dichiarazione universale dei diritti umani: nessuno potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù. Il memoriale è l’ultima tappa della nostra caccia al tesoro.

Il Grande Elefante (Machines de l’île)

Sull’altra riva della Loira, sull’Île de Nantes, negli ex capannoni del cantiere navale Dubigeon, Les Machines de l’île è un progetto artistico creato da François Delarozière e Pierre Orefice, ispirato ai mondi inventati di Jules Verne, ai disegni meccanici di Leonardo da Vinci e al passato industriale della città. La macchina più famosa è il Grande Elefante, costruito nel 2007 in legno di tulipifero americano e acciaio, alto 12 metri e largo 8. Cammina per il sito con i passeggeri sul dorso e spruzza acqua su chi guarda. L’elefante non fa parte del percorso della nostra caccia al tesoro, ma è un bel finale dopo la passeggiata; le corse possono essere sospese per manutenzione, quindi informati prima di andare.

Come vederli in una sola passeggiata

Parti dal castello e cammina verso ovest per le vecchie strade fino alla basilica di Saint-Nicolas, poi fino a Place Royale, poco più in là. Dalla piazza, rue Crébillon e le vie vicine portano al Passage Pommeraye; attraversalo in discesa fino a rue de la Fosse e prosegui fino al fiume e al memoriale sul quai de la Fosse. Da lì attraversa la passerella Victor-Schoelcher verso l’Île de Nantes per il Grande Elefante.

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La nostra caccia al tesoro di Nantes trasforma la città in un gioco da fare sul telefono. Il percorso collega 10 tappe, dal Musée d’arts al Memoriale dell’abolizione della schiavitù; cinque luoghi di questa guida sono tappe: il castello, la basilica di Saint-Nicolas, Place Royale, il Passage Pommeraye e il memoriale. Le altre tappe sono il Musée d’arts, la cattedrale, la chiesa di Sainte-Croix, il Théâtre Graslin e il Museo di storia naturale. A ogni tappa risolvi un enigma e scopri una storia, con i tuoi tempi.

Per chi preferisce un formato diverso, a Nantes ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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