
Parma è una città di opera e di pietra romanica, e questa guida le segue entrambe: il Teatro Regio, il museo dell’Ordine Costantiniano dentro la Steccata, ciò che resta del grande monumento a Verdi nel Piazzale della Pace, il Duomo e il Battistero accanto. Tutti e cinque si trovano nel centro storico, raccolto sulla riva est del torrente Parma, e insieme mostrano i due volti della città: la corte ducale che amava la musica e il comune medievale che costruiva in marmo.
Teatro Regio
Il teatro d’opera di Parma fu voluto da Maria Luigia, l’arciduchessa austriaca ed ex moglie di Napoleone che governò il ducato dal 1816 al 1847. Il suo architetto Nicola Bettoli iniziò i lavori nel 1821 sul luogo di un ex monastero accanto al palazzo ducale, e il teatro fu inaugurato il 16 maggio 1829 con la prima assoluta della Zaira di Bellini. All’inizio si chiamava Nuovo Teatro Ducale, dal 1849 divenne Teatro Reale e dopo l’Unità d’Italia prese il nome di Teatro Regio.
Giuseppe Verdi nacque nella campagna vicino a Busseto, in provincia di Parma, e il Regio ha messo in scena tutte le sue opere da quando vi diresse il Nabucco il 17 aprile 1843. Ogni autunno la città organizza il Festival Verdi, dedicato alla sua musica. La sala ha circa 1.400 posti su quattro ordini di palchi sormontati da un loggione, e il suo pubblico è famoso per far sentire approvazione e disapprovazione: un cantante non in forma se ne accorge subito.
- La facciata neoclassica con il colonnato su Strada Garibaldi.
- All’interno, il soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi con i ritratti di celebri drammaturghi, da vedere con una visita guidata o dal tuo posto durante uno spettacolo.
Museo Costantiniano della Steccata
La Basilica di Santa Maria della Steccata, chiesa rinascimentale a pochi passi dal Regio, è la sede dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, un ordine cavalleresco documentato ufficialmente per la prima volta nel 1551 che, secondo la tradizione, fa risalire le sue origini all’imperatore Costantino. Nel 2006 l’Ordine decise di creare un percorso museale all’interno della basilica, e così è nato il Museo Costantiniano. L’ingresso è sul lato sinistro della chiesa, in via Dante.
La parte più suggestiva è la cripta, due rampe di scale sotto la chiesa, che custodisce le tombe di quasi tutti i duchi Farnese di Parma e di alcuni duchi Borbone che vennero dopo, tra cui Alessandro Farnese e sua moglie. Al piano superiore la sagrestia conserva armadi barocchi in legno e una pala della Sacra Famiglia del 1607 di Giovanni Sons. La Steccata è una delle tappe della nostra caccia al tesoro, quindi il museo è una buona pausa lungo il percorso.
- Il tesoro: pianete del Cinquecento e del Seicento, un paliotto d’argento del 1717 e un reliquiario in argento dorato del 1713.
- Tra i cimeli dei Farnese e dei Borbone, una camicia indicata come quella indossata da Luigi XVI di Francia sul patibolo e il mantello nuziale di Maria Luisa di Borbone.
Monumento a Giuseppe Verdi e Piazzale della Pace
Parma aveva un tempo uno dei più grandi monumenti a Verdi in assoluto. Progettato da Lamberto Cusani, con sculture di Ettore Ximenes, fu inaugurato il 22 febbraio 1920 nella piazza davanti alla stazione: un enorme arco trionfale coronato da leoni che tirano un carro, con due colonnati a semicerchio e 28 statue di personaggi delle opere di Verdi. Le bombe alleate lo colpirono il 13 maggio 1944 e, benché i danni non fossero gravissimi, fu poi demolito per far posto a nuovi edifici. Si salvò solo l’ara centrale, che oggi si trova nel Piazzale della Pace, accanto al Palazzo della Pilotta. Delle 28 statue, nove sono oggi in un teatro di Roccabianca, un paese della provincia.
Anche la piazza è figlia della guerra. Lo stesso bombardamento del maggio 1944 distrusse il palazzo ducale e un teatro che sorgevano qui, e lo spazio rimase in gran parte vuoto per una quarantina d’anni. L’architetto svizzero Mario Botta progettò il grande prato, realizzato tra il 1998 e il 2001, con una fontana accanto alla Pilotta, e un ulteriore restyling è stato inaugurato nel 2019. Il monumento a Verdi e Piazza della Pace sono entrambi tappe della nostra caccia al tesoro.
- Sull’ara, l’altorilievo frontale con Verdi circondato dalle Muse e, sul retro, tre scene sull’annessione di Parma al Regno d’Italia nel 1859.
Il Duomo di Parma
Il Duomo fu iniziato dopo un incendio nel 1058 e consacrato da papa Pasquale II nel 1106, e appena undici anni dopo il terremoto del 1117 lo danneggiò tanto da doverlo restaurare. La facciata in arenaria, con tre ordini di logge e tre portali, fu completata nel 1178. Accanto si alza il campanile gotico, costruito tra il 1284 e il 1294 e coronato da un angelo di rame dorato; una torre gemella sull’altro lato era prevista ma non fu mai iniziata.
Dentro, guarda in alto. La cupola è coperta dall’Assunzione della Vergine del Correggio, dipinta tra il 1526 e il 1530, un vortice di figure che salgono verso la luce. Nel transetto destro c’è la Deposizione dalla croce, il rilievo scolpito nel 1178 da Benedetto Antelami per l’antico pulpito, poi smontato. Il Duomo è l’ultima tappa della nostra caccia al tesoro.
- I due leoni di marmo che reggono le colonne del portale maggiore, scolpiti nel 1281 da Giambono da Bissone.
- I battenti del portale, scolpiti nel 1494 da Luchino Bianchino.
- Nella cripta, frammenti di antichi mosaici pavimentali e il monumento a san Bernardo degli Uberti, vescovo di Parma all’inizio del XII secolo.
Il Battistero di Parma
Di fronte al Duomo, dall’altro lato della piazza, sorge il Battistero, un ottagono di marmo rosa di Verona iniziato nel 1196 da Benedetto Antelami, lo stesso scultore della Deposizione nel Duomo. I suoi quattro ordini di logge aperte sono coronati da otto torrette. All’inizio del Duecento il cantiere si fermò per decenni, quando le guerre con Ezzelino da Romano interruppero le forniture di marmo da Verona, e il Battistero fu consacrato nel 1270.
Intorno al livello più basso corre lo zooforo, una fascia di 75 formelle con animali e creature fantastiche: centauri, sirene, mostri marini e unicorni. All’interno la pianta diventa a sedici lati, con nicchie dipinte nel Duecento e nel Trecento, una cupola divisa in fasce concentriche di affreschi e una grande vasca ottagonale per il battesimo a immersione. Il Battistero è una delle tappe della nostra caccia al tesoro.
- I tre portali: la Vergine sul lato nord, il Giudizio universale a ovest e a sud una lunetta con un uomo che mangia miele su un albero.
- All’interno, gli altorilievi dei mesi e delle stagioni di Antelami; il ciclo è incompleto, mancano l’estate e l’autunno.
Come vederli in una sola passeggiata
Parti dal Piazzale della Pace e dall’ara di Verdi, poi attraversa Strada Garibaldi fino al Teatro Regio. Da lì la Steccata e il suo museo sono a due passi; tieni del tempo per la cripta. Prosegui verso est attraverso il centro fino a Piazza Duomo, dove Battistero e Duomo stanno uno accanto all’altro, un bel punto d’arrivo. Controlla prima gli orari delle visite guidate al Regio, perché il teatro è un’opera in piena attività.
Scopri Parma con World City Trail
La nostra caccia al tesoro a Parma trasforma il centro storico in un gioco sul tuo telefono. Il percorso collega 10 tappe, dal Parco Ducale al Duomo, e il monumento a Verdi, Piazza della Pace, il Teatro Regio, la Steccata, il Battistero e il Duomo di questa guida sono tutti tappe, insieme al Palazzo della Pilotta, al Palazzo del Governatore e a Piazza Garibaldi. A ogni tappa risolvi un enigma e scopri una storia, al tuo ritmo.
A Parma ci sono anche un tour a piedi in autonomia e un escape game all’aperto, per chi preferisce un formato diverso.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
