Cosa vedere a Milano: il Duomo, il Castello Sforzesco e altri 7

The Duomo di Milano in Milan

Questa guida presenta nove luoghi del centro di Milano che si susseguono in un’unica passeggiata, dal Castello Sforzesco a ovest fino al Duomo e alla Galleria. In mezzo ci sono la chiesa del Cenacolo, una villa neomedievale, la basilica del patrono della città, un sacrario della Prima guerra mondiale, una chiesa di monastero coperta di affreschi e l’antica piazza dei mercanti della città medievale. Tutti e nove sono tappe della nostra caccia al tesoro a Milano e qui li trovi nell’ordine in cui li percorrerai.

Castello Sforzesco

Il castello nacque come fortezza dei Visconti, costruita per Galeazzo II Visconti a partire dal 1358. Dal 1450 Francesco Sforza, nuovo duca di Milano, lo trasformò nella sua residenza, e alla corte sforzesca lavorò anche Leonardo da Vinci. L’alta torre d’ingresso rivolta verso la città è una ricostruzione: la torre originale del Filarete, progettata nel 1452, fu distrutta da un’esplosione nel 1521, e l’architetto Luca Beltrami la ricostruì tra il 1900 e il 1905 sulla base di disegni del Cinquecento, come monumento a re Umberto I. Oggi il castello ospita diversi musei civici, tra cui una pinacoteca, una raccolta egizia e un museo degli strumenti musicali.

  • L’ultima scultura di Michelangelo, la Pietà Rondanini, che ha un museo tutto suo all’interno del castello.
  • La Sala delle Asse, il cui soffitto Leonardo dipinse intorno al 1498 con rami e foglie; è da tempo in restauro, quindi verifica se è aperta.

Piazza di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo

Questa piazza tranquilla si apre davanti alla chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie. La chiesa fu iniziata nel 1463, con una navata gotica di Guiniforte Solari. Ludovico il Moro la scelse poi come luogo di sepoltura della sua famiglia e fece ricostruire la parte orientale con una grande tribuna rinascimentale a cupola, di solito attribuita a Donato Bramante. Nel refettorio del convento accanto, Leonardo da Vinci dipinse l’Ultima Cena negli anni Novanta del Quattrocento. Quando un bombardamento alleato colpì il convento nella notte del 15 agosto 1943, gran parte del refettorio fu distrutta, ma la parete con il dipinto, protetta da sacchi di sabbia, resistette. Se vuoi vedere il Cenacolo, prenota con largo anticipo. La chiesa e il Cenacolo sono patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1980.

  • Il contrasto tra la navata gotica in mattoni e la tribuna rinascimentale arrotondata con la sua cupola.

Castello Cova

Nonostante il nome, il Castello Cova non è un castello medievale ma una casa costruita tra il 1910 e il 1915 in via Carducci 36. Rosalinda Viviani, vedova di Leonardo Cova, la commissionò all’architetto Adolfo Coppedè, fratello di Gino Coppedè, autore del fiabesco quartiere Coppedè a Roma. Con torri, merli e muri in mattoni imita una casa fortificata medievale, un esempio tipico dello stile eclettico dell’Italia di inizio Novecento. Si vede dalla strada e si trova vicino alla Pusterla di Sant’Ambrogio, un’antica porta della città.

Basilica di Sant’Ambrogio

Sant’Ambrogio, vescovo di Milano e patrono della città, fondò questa basilica tra il 379 e il 386, in una zona dove erano stati sepolti martiri delle persecuzioni romane. L’edificio che vedi oggi è soprattutto romanico, del XII secolo, e vi si entra attraverso un lungo atrio porticato. I due campanili ricordano una comunità divisa in due: quello più basso apparteneva ai monaci e risale al IX secolo, mentre quello più alto, a sinistra, fu costruito per i canonici nel 1144.

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  • L’altare d’oro realizzato nel IX secolo da Vuolvinio, rivestito d’oro e ornato di pietre preziose.
  • La cripta sotto l’altare, dove riposano i resti di Ambrogio insieme a quelli dei martiri Gervasio e Protasio.
  • La colonna del Diavolo nella piazza davanti: secondo la leggenda, i due fori nel marmo furono fatti dalle corna del Diavolo.

Tempio della Vittoria

Dietro l’abside di Sant’Ambrogio, in largo Agostino Gemelli, sorge il sacrario dei milanesi caduti nella Prima guerra mondiale. Lo progettò Giovanni Muzio con Gio Ponti e altri architetti; fu inaugurato il 4 novembre 1928 e completato nel 1930. L’edificio in marmo bianco è ottagonale, con gli otto lati rivolti verso le otto porte di Milano, e sorge dove si trovava un cimitero paleocristiano dei martiri. Il sacrario sotterraneo, ampliato nel 1973, riporta in bronzo circa diecimila nomi di caduti.

  • All’ingresso, la statua in bronzo di Sant’Ambrogio che calpesta i vizi, alta circa quattro metri e mezzo, opera dello scultore Adolfo Wildt.

San Maurizio, la chiesa del monastero

In corso Magenta si trova una chiesa con le pareti coperte di affreschi del Cinquecento. San Maurizio era la chiesa del Monastero Maggiore, uno dei principali monasteri benedettini femminili di Milano, e fu ricostruita dal 1503 al 1518. All’interno un muro la divide in due: l’aula anteriore era per i fedeli, quella posteriore per le monache, che seguivano la messa attraverso una grata. Bernardino Luini dipinse gli affreschi della parete divisoria e i suoi figli decorarono le cappelle. L’ex monastero ospita oggi il Civico Museo Archeologico, e una torre romana quadrata dell’antico circo fu riutilizzata come campanile della chiesa.

  • L’organo del 1554 di Giovan Giacomo Antegnati, nell’aula delle monache.

Piazza Mercanti

A pochi passi dal Duomo, questa piazza chiusa era la sede del governo della città medievale. L’edificio principale è il Palazzo della Ragione, costruito nel 1233 come palazzo comunale; un rilievo sulla sua facciata raffigura Oldrado da Tresseno, il podestà che lo fece costruire. Di fronte c’è la Loggia degli Osii, costruita nel 1316 per Matteo I Visconti, con il balcone da cui le autorità parlavano al popolo. Il barocco Palazzo delle Scuole Palatine e la gotica Casa Panigarola completano la piazza, al cui centro si trova un antico pozzo tra due colonne.

  • Sempre sul Palazzo della Ragione, un piccolo rilievo di una scrofa per metà coperta di lana, la scrofa semilanuta. Una leggenda la collega al nome della città, Mediolanum, che significherebbe «per metà lana».

Duomo di Milano

Il Duomo di Milano fu iniziato nel 1386 sotto l’arcivescovo Antonio da Saluzzo, e i lavori durarono secoli. Napoleone, incoronato qui re d’Italia, ordinò nel 1805 di completare la facciata, e l’ultima porta in bronzo fu inaugurata soltanto nel 1965. La guglia più alta, completata nel 1762 a 108,5 metri, porta la statua della Madonnina, simbolo della città. Puoi salire sulle terrazze, tra guglie e archi rampanti, per vedere da vicino le sculture. All’interno, una meridiana tracciata nel pavimento dal 1786 dagli astronomi dell’Osservatorio di Brera segna il mezzogiorno solare, che un tempo serviva a regolare gli orologi della città.

  • La statua di San Bartolomeo scorticato di Marco d’Agrate (1562), vicino all’altare, con la propria pelle drappeggiata sulle spalle.
  • Una piccola luce rossa in alto sopra l’abside, che indica il punto dove è custodito un chiodo che si dice provenga dalla Croce.

Galleria Vittorio Emanuele II

La galleria coperta di vetro tra piazza del Duomo e piazza della Scala fu progettata da Giuseppe Mengoni e costruita tra il 1865 e il 1877. Due bracci si incrociano in un ottagono sotto una cupola di vetro. Tra i negozi e i caffè ci sono il caffè Biffi, fondato nel 1867, e il negozio di cappelli Borsalino, che risale al 1883.

  • I mosaici del pavimento con gli stemmi di Torino, Firenze, Roma e Milano. La tradizione vuole che girare tre volte con il tallone sul toro di Torino porti fortuna, cosa che ha scavato un buco nel mosaico; è stato restaurato nel 2017 e di nuovo nel 2026.

Come vederli in una sola passeggiata

L’ordine qui sopra è quello della passeggiata. Parti dal Castello Sforzesco e raggiungi Santa Maria delle Grazie in corso Magenta. Da lì prosegui in via Carducci per il Castello Cova e poi verso Sant’Ambrogio, con il Tempio della Vittoria subito dietro l’abside. Torna verso nord in corso Magenta per San Maurizio, poi vai a est verso il centro per piazza Mercanti, il Duomo e la Galleria, e concludi in piazza della Scala, davanti al teatro dell’opera.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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