Verona: l’Arena, la Casa di Giulietta, due ponti e altri 3 luoghi

The Arena in Verona

Questa guida collega sette luoghi del centro storico di Verona, tutti nell’ansa dell’Adige o sulle sue rive: l’Arena e Porta Borsari di epoca romana, la Casa di Giulietta, la chiesa domenicana di Sant’Anastasia, il Duomo e due ponti con storie molto diverse, il Ponte della Vittoria e il Ponte Scaligero. Insieme coprono duemila anni di storia della città, dalla Verona romana alla ricostruzione dopo il 1945, e tutti e sette sono tappe della nostra caccia al tesoro a Verona.

L’Arena

L’anfiteatro di Verona fu costruito dai Romani, probabilmente nel I secolo d.C., ed è ancora in uso. L’arena misura circa 75 metri per 44, e in epoca romana le gradinate ospitavano forse 30.000 persone. Oggi, con il palco che occupa una parte dei posti, alle serate d’opera estive arrivano circa 22.000 spettatori. Facciata e pilastri sono in calcare delle colline della Valpolicella, nelle varianti rosa e bianca.

Il monumento ha avuto una lunga vita dopo Roma. I terremoti, tra cui quello catastrofico del 3 gennaio 1117, lo danneggiarono, e quasi tutta la cinta esterna è scomparsa. Nel Medioevo vi si svolgevano lotte giudiziarie, in cui campioni pagati decidevano con la forza i processi incerti, e nel 1382 le nozze di Antonio della Scala furono festeggiate qui con 25 giorni di giostre e spettacoli. L’opera arrivò nel 1856 con una stagione che comprendeva Il barbiere di Siviglia di Rossini, e il festival dell’Arena di Verona si aprì nel 1913 con l’Aida di Verdi.

  • L’Ala, l’unico tratto rimasto della cinta esterna: quattro archi che svettano sul resto. Una leggenda medievale la voleva opera del diavolo, lasciata incompiuta.
  • Le arcate al piano terra su piazza Bra, che puoi percorrere tutt’intorno per farti un’idea dell’ovale completo.

Porta Borsari

A pochi passi dall’Arena, Porta Borsari era l’ingresso principale della Verona romana. La porta risale al I secolo d.C., probabilmente sopra una più antica, e la via Postumia vi passava per diventare la via principale est-ovest della città romana; oggi quella strada è corso Porta Borsari. Il primo nome era Porta Iovia, da un piccolo tempio di Giove lì vicino. Il nome attuale viene dai bursarii, i soldati che qui riscuotevano il dazio. Un’iscrizione dell’epoca dell’imperatore Gallieno ricorda una ricostruzione nel 265 d.C.

  • La facciata in calcare bianco con due archi tra semicolonne corinzie e, sopra, un muro a due piani con dodici finestre ad arco.

La Casa di Giulietta

In via Cappello, vicino a piazza delle Erbe, sorge una casatorre medievale che un tempo ospitava una locanda detta del Cappello. Il cappello scolpito sulla chiave di volta dell’arco verso il cortile ricorda quella locanda, e il nome Cappello bastò per legare la casa ai Capuleti, la famiglia di Giulietta nella storia resa celebre da Shakespeare. Non c’è alcuna prova che Giulietta sia esistita: la casa è una tradizione, non un luogo storico.

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Il Comune di Verona acquistò l’edificio nel 1905. Il celebre balcone fa parte dell’allestimento progettato da Antonio Avena e completato nel 1939, che diede alla casa l’aspetto che i visitatori si aspettano. La statua in bronzo di Giulietta nel cortile, opera di Nereo Costantini, fu collocata il 1° giugno 1973, dono del Lions Club di Verona.

  • Il cappello sulla chiave di volta dell’arco del cortile, l’indizio da cui nasce tutta la storia di Giulietta.

Sant’Anastasia

Sant’Anastasia è una grande chiesa gotica costruita per i frati domenicani, che ricevettero il terreno nel 1260; i lavori dell’edificio attuale iniziarono nel 1290 e la chiesa fu consacrata nel 1471, anche se lavori minori continuarono a lungo. La facciata non fu mai completata, con solo alcune lastre di marmo, e il campanile gotico è alto 72 metri. All’interno, sopra l’arco della cappella Pellegrini, c’è l’affresco di Pisanello San Giorgio e la principessa, dipinto tra il 1433 e il 1438.

  • Le due acquasantiere presso le prime colonne, ciascuna sorretta da un gobbo baffuto. Una è del 1491; l’altra, in marmo rosso di Verona, è detta Pasquino.
  • Le 24 formelle in terracotta di Michele da Firenze nella cappella Pellegrini, datate 1435.

Il Duomo di Verona

La cattedrale di Santa Maria Matricolare sorge sulla punta nord del centro storico, nell’ansa del fiume. Le chiese precedenti furono distrutte dal terremoto del 1117, e il duomo romanico fu consacrato il 13 settembre 1187. È il centro di un intero complesso: il battistero di San Giovanni in Fonte, ricostruito nel 1123, e la chiesa di Sant’Elena sono collegati al duomo da un chiostro, e la Biblioteca Capitolare accanto è considerata una delle più antiche biblioteche ancora in attività.

All’interno, la cappella Cartolari-Nichesola conserva l’Assunta di Tiziano, tornata a Verona dopo che i francesi l’avevano portata via nel 1797. Il campanile fu progettato in origine da Michele Sanmicheli e poi sopraelevato.

  • Il portale maggiore dello scultore Niccolò, del 1139 circa: il protiro poggia su due grifi, e ai lati stanno i paladini Orlando e Oliviero.

Il Ponte della Vittoria

Il Ponte della Vittoria è un’opera del Novecento che celebra la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, in particolare la battaglia di Vittorio Veneto e il 4 novembre 1918, e ricorda i veronesi caduti. Lo progettarono l’architetto Ettore Fagiuoli e l’ingegnere Ferruccio Cipriani, vincitori di un concorso nel 1924; fu costruito dal 1926 e inaugurato il 4 novembre 1929. Le truppe tedesche in ritirata lo fecero saltare nella notte del 24 aprile 1945, lasciando in piedi una sola arcata. Fagiuoli rielaborò il progetto e il ponte riaprì al traffico il 29 agosto 1953.

  • I cavalieri in bronzo alle due estremità: sulla riva destra del veronese Mario Salazzari, ispirati ai Dioscuri greci, e sulla riva sinistra del bolognese Angelo Biancini, in uno stile più geometrico.

Il Ponte Scaligero

Il Ponte Scaligero, detto anche ponte di Castelvecchio, fu costruito con ogni probabilità nel 1354–1356 da Cangrande II della Scala per collegare il suo castello, Castelvecchio, all’altra riva del fiume. La sua arcata maggiore, larga circa 48,7 metri, sarebbe stata la più ampia arcata di ponte al mondo all’epoca. La stessa ritirata tedesca che colpì il Ponte della Vittoria lo distrusse il 24 aprile 1945, insieme al Ponte Pietra. L’architetto Libero Cecchini lo ricostruì tra il 1949 e il 1951.

  • Il contrasto dei materiali: marmo bianco nella parte bassa e mattoni rossi sopra, da guardare meglio dalla riva.

Come vederli in una sola passeggiata

Parti dall’Arena in piazza Bra e cammina verso nord fino alla porta romana su corso Porta Borsari. Prosegui fino a piazza delle Erbe e imbocca via Cappello per la Casa di Giulietta. Da lì raggiungi Sant’Anastasia e continua lungo il fiume fino al Duomo. Segui l’Adige verso ovest fino al Ponte della Vittoria, poi il lungadige fino a Castelvecchio, e chiudi attraversando il Ponte Scaligero.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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