
La Cattedrale di Palermo sembra fatta di più edifici cuciti insieme, e in un certo senso lo è: una chiesa normanna del 1185 sul luogo di una moschea e di una basilica più antica, con torri gotiche, un portico catalano e una cupola neoclassica aggiunti nel corso di sei secoli. All’interno riposano i sovrani normanni e svevi di Sicilia, tra cui l’imperatore Federico II.
La Cattedrale di Palermo in breve
- Dove: sul Corso Vittorio Emanuele, tra i Quattro Canti e il Palazzo dei Normanni, davanti a una piazza con le palme.
- Costruita: fondata nel 1185; torri tra XIV e XV secolo, portico meridionale intorno al 1465, interno e cupola rifatti dal 1781 al 1801.
- Di: fondata dall’arcivescovo Gualtiero Offamilio; il rifacimento di fine Settecento fu diretto da Ferdinando Fuga e Giuseppe Venanzio Marvuglia.
- Cos’è oggi: la cattedrale dell’arcidiocesi di Palermo, dedicata all’Assunta, e parte del sito UNESCO Palermo arabo-normanna.
- Tempo necessario: 30 minuti per la navata e le tombe reali; un’ora o più con tesoro, cripta e tetti.
Chiesa, moschea, chiesa
Qui sorgeva una basilica cristiana prima che gli arabi conquistassero Palermo nel IX secolo e la trasformassero in moschea. Dopo la conquista normanna tornò chiesa, e nel 1185 Gualtiero Offamilio, arcivescovo e ministro del re Guglielmo II, avviò l’edificio attuale. Doveva rivaleggiare con il nuovo duomo di Monreale, voluto da Guglielmo stesso. Offamilio è sepolto nella cripta.
Nei secoli ogni epoca ha lasciato il segno: le parti alte delle torri angolari nel Tre e Quattrocento, il portico gotico-catalano sulla piazza intorno al 1465, portali e sculture rinascimentali della famiglia Gagini. Tra il 1781 e il 1801 Ferdinando Fuga e Giuseppe Venanzio Marvuglia rifecero l’interno in un sobrio stile neoclassico e aggiunsero la grande cupola. Smontarono anche la grande tribuna marmorea di Antonello Gagini, le cui statue sono oggi sparse nella chiesa. Nel Settecento qui furono incoronati due re: Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1713 e Carlo di Borbone nel 1735.
Cosa osservare
- La prima colonna a sinistra del portico meridionale: viene dalla moschea precedente e reca scolpito un versetto del Corano.
- Le tombe reali nelle prime cappelle della navata destra: i sarcofagi di porfido di Ruggero II, primo re di Sicilia, della figlia Costanza, dell’imperatore Enrico VI e di Federico II.
- La meridiana sul pavimento davanti all’altare maggiore: una striscia di ottone lunga circa 21 metri con i segni zodiacali in marmo, su cui a mezzogiorno cade un raggio di sole da un piccolo foro nella volta.
- La cappella di Santa Rosalia, patrona di Palermo, dietro un cancello di bronzo, con l’urna d’argento del Seicento.
- I due archi che scavalcano via Matteo Bonello e collegano la cattedrale al campanile e al Palazzo Arcivescovile.
- Le absidi sul lato est, con archi intrecciati e pareti decorate, la parte meglio conservata della chiesa del XII secolo.
Santa Rosalia e la peste
Nel 1624 Palermo fu colpita dalla peste. Secondo la tradizione, Rosalia, eremita del XII secolo, apparve a un cacciatore e gli indicò dove si trovavano le sue ossa, in una grotta del Monte Pellegrino. I resti furono portati in processione per la città, l’epidemia finì e lei divenne la patrona di Palermo. Le sue reliquie sono in cattedrale, e ogni luglio il Festino, la festa più grande della città, fa scendere in suo onore un enorme carro lungo il Cassaro fino al mare.
Consigli per la visita
- L’ingresso in chiesa è gratuito; tombe reali, tesoro, cripta e tetti si visitano con un biglietto a parte.
- Sali sulle terrazze dei tetti per vedere da vicino cupola e pinnacoli e godere di un’ampia vista sulla città fino al Monte Pellegrino.
- Vieni verso mezzogiorno in una giornata di sole per vedere il raggio sulla meridiana.
- Copri spalle e ginocchia ed evita le visite durante la messa.
Nei dintorni
- Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina: il palazzo reale con i suoi mosaici bizantini dorati, a pochi minuti a piedi lungo il Corso.
- Porta Nuova: la porta trionfale accanto al Palazzo dei Normanni, eretta dopo la visita dell’imperatore Carlo V.
- Quattro Canti: l’incrocio barocco al centro del centro storico, a circa dieci minuti a piedi verso est.
- Mercato del Capo: uno dei mercati storici di Palermo, nei vicoli appena a nord della cattedrale.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
