
Il mercato di Ortigia è il mercato di strada mattutino di Siracusa, che si snoda lungo via Emanuele De Benedictis e le stradine intorno, a pochi passi dal Tempio di Apollo, all’estremità nord dell’isola di Ortigia. I venditori offrono pesce pescato qui vicino, limoni di Siracusa, formaggi e spezie, e molti gridano ancora la merce in siciliano, una tradizione chiamata vanniata. Fino agli anni Ottanta il mercato si teneva al coperto, in un edificio costruito intorno al 1900.
Il mercato di Ortigia in breve
- Dove: via Emanuele De Benedictis e le vie vicine, subito a est del Tempio di Apollo, all’ingresso di Ortigia.
- Aperto: nelle strade attuali dagli anni Ottanta; il vecchio edificio del mercato coperto lì vicino risale a circa il 1900.
- Cos’è oggi: un vero mercato alimentare frequentato dai siracusani, con banchi di pesce, frutta, verdura, formaggi e spezie, e gastronomie che servono panini e piatti di mare.
- Tempo necessario: 45–60 minuti, di più se ti fermi a mangiare.
Dal mercato coperto alla strada
A Ortigia si compra e si vende cibo da quando esiste Siracusa, e il mercato porta ancora i segni del passato misto dell’isola. La conquista araba di Siracusa nell’878 contribuì a portare in Sicilia agrumi, spezie e nuovi modi di cucinare, e li ritrovi tutti sui banchi di oggi, accanto al pesce che da sempre arriva dal mare intorno all’isola.
Alla fine dell’Ottocento la città costruì un mercato coperto, l’Antico Mercato, sui resti delle vecchie mura spagnole vicino al Tempio di Apollo; fu completato intorno al 1900. Lì si commerciò fino agli anni Ottanta, quando i banchi si spostarono all’aperto in via De Benedictis e nelle strade intorno, dove li trovi oggi. Il vecchio edificio è ancora lì vicino, a ricordare da dove viene il mercato.
Cosa osservare
- I banchi del pesce: pesce spada, alici, gamberi e, da giugno a ottobre, tonno, disposti sul ghiaccio e tagliati al momento.
- Il crudo di mare: alcuni banchi aprono ricci, ostriche e vongole da mangiare sul posto con una spruzzata di limone.
- Le cataste di limoni e arance di Siracusa. Il Limone di Siracusa ha l’indicazione geografica protetta (IGP) e lo ritrovi ovunque, dalla granita al sapone.
- I banchi dei formaggi con ricotta fresca, pecorino e caciocavallo, accanto ai salumi della campagna siracusana.
- I banchi di spezie e frutta secca, i saponi al fico d’India, al limone o al gelsomino e i cesti intrecciati a mano.
Le grida dei venditori
La vanniata, dal siciliano vanniari, gridare, è la colonna sonora del mercato. I venditori decantano la merce con grida, battute e rime improvvisate, spesso rivolte direttamente ai visitatori di passaggio. La stessa tradizione vive nei grandi mercati di strada di Palermo, ma quello di Ortigia è così piccolo che puoi fermarti in un punto e seguire gli scambi da un banco all’altro.
Consigli per la visita
- È un mercato del mattino: vieni presto, quando il pesce è più fresco e i banchi sono più animati.
- Chiedi prima di fotografare da vicino i venditori, e compra qualcosa se scatti molte foto allo stesso banco.
- Pranza qui: diverse gastronomie lungo la via preparano panini e piatti di mare con quello che c’è al mercato; poi scendi lungo Corso Matteotti fino a piazza Archimede.
Nei dintorni
- Tempio di Apollo: i resti del più antico tempio dorico della Sicilia, dell’inizio del VI secolo a.C., proprio all’estremità ovest del mercato.
- Fontana di Diana: la fontana del primo Novecento di Giulio Moschetti al centro di piazza Archimede, a pochi minuti a piedi verso sud.
- Duomo di Siracusa: la chiesa costruita dentro il Tempio di Atena, con colonne doriche ancora in piedi nei muri, a circa 10 minuti a piedi verso sud.
- Statua di Archimede: il bronzo di Pietro Marchese tra i due ponti all’ingresso di Ortigia, che mostra Archimede con uno specchio in mano.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
