
Il Duomo di Siracusa si affaccia su piazza Duomo, sull’isola di Ortigia, ed è letteralmente costruito dentro un tempio greco. Le colonne doriche del tempio di Atena, eretto all’inizio del V secolo a.C., reggono ancora i muri della chiesa: le vedi dalla strada lungo via Minerva e all’interno lungo le navate laterali. Davanti a loro c’è una facciata barocca ricostruita dopo il terremoto del 1693.
Il Duomo di Siracusa in breve
- Dove: piazza Duomo a Ortigia, l’isola che forma il centro storico di Siracusa; il fianco nord del Duomo corre lungo via Minerva.
- Costruito: il tempio di Atena all’inizio del V secolo a.C.; trasformato in chiesa nel VII secolo; facciata ricostruita nel 1725–1753.
- Da: l’architetto Andrea Palma (facciata barocca), con statue dello scultore Ignazio Marabitti.
- Cos’è oggi: la cattedrale dell’arcidiocesi di Siracusa, parte del sito UNESCO «Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica», iscritto nel 2005.
- Tempo necessario: 30–45 minuti, più un giro all’esterno.
Dal tempio di Atena alla cattedrale cristiana
Il tempio di Atena è tradizionalmente legato a Gelone, il tiranno di Siracusa che sconfisse i Cartaginesi a Imera nel 480 a.C. Era un tempio dorico con sei colonne sui lati corti e 14 su quelli lunghi. Cicerone ne descrisse la ricca decorazione, con dipinti dei re e dei tiranni di Sicilia e porte ornate d’oro e d’avorio, e lo scrittore antico Ateneo ricorda un enorme scudo dorato di Atena sul tetto, che brillava al sole e faceva da faro ai marinai.
Nel VII secolo il vescovo Zosimo trasformò il tempio in chiesa: gli spazi tra le colonne esterne furono murati e nei muri dell’antica cella si aprirono arcate per creare la navata centrale e quelle laterali. Durante il dominio arabo, dal 878, l’edificio fu spogliato delle decorazioni e usato come moschea; dopo la conquista normanna di Siracusa nel 1086 tornò chiesa, e il tetto della navata risale a quel periodo. Il terremoto del 1693 fece crollare facciata e campanile; la nuova facciata di Andrea Palma, del 1725–1753, è un’opera tarda del barocco siciliano.
Cosa osservare
- Le colonne del tempio in via Minerva: percorri il fianco nord del Duomo per vedere le colonne doriche scanalate inglobate nel muro medievale, con sopra l’architrave antico e i triglifi ancora visibili.
- All’interno, le massicce colonne doriche lungo le navate laterali. Guarda da vicino le scanalature: sono le stesse colonne che circondavano il tempio di Atena circa 2.500 anni fa.
- La facciata: colonne corinzie su due ordini, le statue di Marabitti di Santa Lucia, patrona della città, e di San Marciano, primo vescovo, una statua della Madonna nella nicchia superiore e gli apostoli Pietro e Paolo su alti basamenti ai lati della scalinata.
- Il fonte battesimale medievale in marmo e, nella cappella del Santissimo Sacramento, un ciborio progettato da Luigi Vanvitelli.
- La Madonna della Neve in marmo di Antonello Gagini, del 1512, una delle più belle sculture rinascimentali della chiesa.
Santa Lucia e il suo simulacro d’argento
Il Duomo custodisce le reliquie e il simulacro d’argento di Santa Lucia, giovane cristiana di Siracusa che secondo la tradizione fu martirizzata nel 304. La statua, realizzata da Pietro Rizzo nel 1599, esce dal Duomo due volte l’anno. Il 13 dicembre viene portata in processione fino alla chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, dove la tradizione colloca la sua sepoltura, e riportata una settimana dopo. La prima domenica di maggio la festa di Santa Lucia delle Quaglie ricorda un miracolo che le è attribuito durante la carestia del 1646, quando una nave carica di grano arrivò in porto.
Consigli per la visita
- Comincia da fuori, in via Minerva, prima di entrare: dalla strada si capiscono meglio le colonne.
- Vestiti in modo adeguato, con spalle e ginocchia coperte, ed evita gli orari delle messe.
- Torna in piazza Duomo dopo il tramonto: le facciate di pietra chiara sono illuminate e la piazza è una delle più belle della Sicilia per una passeggiata serale.
Nei dintorni
- Santa Lucia alla Badia: la chiesa barocca all’estremità sud della stessa piazza, dedicata alla patrona della città.
- Palazzo Vermexio: il municipio seicentesco su piazza Duomo. Cerca la piccola lucertola scolpita sul cornicione, che sarebbe la firma dell’architetto Giovanni Vermexio; sotto l’edificio sono stati trovati resti di un tempio ionico.
- Fonte Aretusa: la sorgente d’acqua dolce in riva al mare con papiri e anatre, a pochi minuti a piedi verso sud-ovest.
- Tempio di Apollo: considerato il più antico tempio dorico della Sicilia, vicino ai ponti verso la terraferma, a circa 10 minuti a piedi verso nord.
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