Arethusa Spring in Syracuse: The Nymph’s Pool of Papyrus

The Fountain of Arethusa with papyrus plants on Ortygia in Syracuse

La Fonte Aretusa è una sorgente d’acqua dolce sul lungomare di Ortigia, l’isola che forma il centro storico di Siracusa, a pochi metri dal mare. Secondo il mito greco è la ninfa Aretusa in persona, fuggita dalla Grecia sotto il mare e riemersa qui. Oggi è uno specchio d’acqua rotondo pieno di papiri, anatre e pesci, e il suo papiro è uno dei pochissimi popolamenti spontanei d’Europa.

La Fonte Aretusa in breve

  • Dove: sulla riva occidentale di Ortigia, affacciata sul Porto Grande, all’estremità sud della passeggiata del Foro Italico.
  • Creata: una sorgente naturale, nota fin dall’epoca greca; ha assunto la forma attuale nel 1847, quando fu liberata dalle fortificazioni della città.
  • Cosa è oggi: una vasca pubblica con belvedere nell’area patrimonio mondiale UNESCO e un amato punto d’incontro dei siracusani.
  • Tempo necessario: 10–20 minuti, di più se resti per il tramonto sul porto.

Da fonte sacra a simbolo della città

Per i Greci che fondarono Siracusa nell’VIII secolo a.C., la fonte era un luogo sacro. Autori antichi come Pausania raccontano che l’oracolo di Delfi mandò il fondatore, Archia, verso un’isola dove le acque dell’Alfeo si mescolavano alla fonte di Aretusa. La ninfa divenne l’emblema della città: la sua testa circondata da delfini compare sulle celebri monete d’argento di Siracusa, alcune firmate dagli incisori Cimone ed Eveneto. Poeti da Virgilio e Ovidio a Milton e Pope hanno scritto della sua fonte.

La fonte ha cambiato forma molte volte. Nel Cinquecento le sue acque erano divise in rivoli usati dai conciatori. Nel 1540, quando Carlo V potenziò le difese di Ortigia, fu inglobata in un bastione e venne liberata solo nel 1847, quando la vasca assunse la forma attuale; il belvedere sopra è ciò che resta del vecchio bastione. Nel giugno 1798 Horatio Nelson si rifornì di acqua e viveri a Siracusa prima della battaglia di Abukir e legò la fonte alla vittoria che lo attendeva. Negli ultimi anni la siccità ha ridotto la portata d’acqua, preoccupando chi si prende cura del papiro.

Cosa osservare

  • Le piante di papiro nella vasca: insieme a quelle nei dintorni di Siracusa e nella provincia di Catania, sono tra i soli luoghi d’Europa dove il papiro cresce spontaneo.
  • Le anatre e i pesci che vivono nella vasca, motivo per cui i siracusani a volte la chiamano la fontana delle papere.
  • Il doppio anello della vasca, un bacino rotondo con un cerchio interno, realizzato nell’Ottocento.
  • La vista dalla terrazza sopra, resto del bastione spagnolo, sul Porto Grande.
  • Aretusa sulle monete siracusane, che puoi vedere al museo archeologico della città o sui souvenir di Ortigia.

La leggenda di Aretusa e Alfeo

Secondo il mito, Aretusa era una ninfa che si bagnava nel fiume Alfeo, in Grecia. Il dio del fiume si innamorò di lei e la inseguì. Lei pregò la dea Artemide, che la trasformò in un corso d’acqua che scorse sotto il mare fino a Ortigia, dove riemerse come questa fonte. Alfeo non si arrese: anche lui scorse sotto il mare, così che, si racconta, le sue acque si mescolano ancora alle sue. È una leggenda, ma spiega perché l’acqua dolce sgorghi proprio accanto al mare salato.

Consigli per la visita

  • Vieni al tramonto, quando la luce cade sul porto e la passeggiata si riempie di gente a passeggio.
  • Guarda giù dalla ringhiera invece di sporgerti: la vasca è ben sotto il livello della strada.
  • Abbinala a una passeggiata sul Foro Italico, il lungomare alberato accanto al porto.

Nei dintorni

  • Piazza Duomo: la lunga piazza chiara di Ortigia, con un duomo costruito dentro un tempio greco di Atena, a pochi minuti a piedi.
  • Castello Maniace: la fortezza medievale sulla punta sud di Ortigia, costruita sotto Federico II.
  • Tempio di Apollo: le rovine di uno dei più antichi templi dorici della Sicilia, vicino al ponte verso la terraferma.
  • Foro Italico: la passeggiata a mare che dalla fonte corre verso nord lungo il Porto Grande.

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