
Dinant è nota soprattutto per la cittadella, la collegiata con il campanile a cipolla e Adolphe Sax, ma i suoi memoriali alle vittime del 1914 raccontano la storia più dura della città. Il 23 agosto 1914 e nei giorni seguenti le truppe tedesche giustiziarono 674 civili, uomini, donne e bambini, e incendiarono circa due terzi della città. Lapidi, monumenti e muri con i nomi li ricordano in tutta Dinant, il principale al muro Tschoffen, dove avvenne la più grande esecuzione.
I memoriali del 1914 in breve
- Dove: in diversi punti di Dinant, sulla riva destra della Mosa; il principale luogo di esecuzione, il muro Tschoffen, si trova nel quartiere di Rivages e Saint-Nicolas, a sud del centro.
- Quando: ricordano il massacro del 23 agosto 1914; lapidi e monumenti furono posti negli anni successivi alla guerra.
- Oggi: un insieme di luoghi della memoria, dai monumenti alle semplici lapidi con i nomi, che formano insieme il ricordo cittadino dell’agosto 1914.
- Tempo necessario: 15 minuti per un singolo memoriale, due ore o più per seguire a piedi i luoghi principali.
Il sacco di Dinant
Quando la Germania invase il Belgio neutrale nell’agosto 1914, Dinant, una città di meno di 8.000 abitanti in una stretta valle della Mosa, si trovava sulla linea dell’avanzata. Il 6 agosto il borgomastro ordinò di consegnare le armi e avvertì di non opporre resistenza. Il 15 agosto le truppe francesi respinsero un tentativo tedesco di attraversare il fiume, e gli abitanti esultarono quando la bandiera francese salì sulla cittadella. Una settimana dopo le truppe sassoni tornarono. Convinte, a torto, che i civili sparassero loro addosso come franchi tiratori, si rivolsero contro la popolazione.
Il 23 agosto i soldati percorsero i quartieri, radunando gli abitanti, fucilandoli a gruppi e dando fuoco alle case. Al muro del giardino di Maurice Tschoffen furono allineati circa 137 uomini e ne furono uccisi circa 109; al muro Bourdon furono fucilati 89 ostaggi e ne morirono 76. In tutto furono identificate 674 vittime, tra cui donne e neonati. Il massacro divenne uno degli episodi più noti di quello che fu chiamato lo «stupro del Belgio», e solo nel 2001 la Germania presentò scuse ufficiali al Belgio e ai discendenti delle vittime.
Cosa osservare
- Gli elenchi di nomi: molti memoriali riportano ogni vittima, spesso con l’età, e mostrano intere famiglie spazzate via insieme.
- La zona del muro Tschoffen, teatro della più grande esecuzione del 23 agosto.
- Il monumento vicino al Rocher Bayard, che ricorda le donne e i bambini uccisi.
- La lapide dell’Athénée in rue Saint-Pierre, con i nomi di insegnanti e allievi scomparsi.
- Le lapidi più piccole su case e muri lungo le strade, tra cui rue Saint-Jacques, dove scoppiarono le prime violenze.
Contare le vittime
Anche il numero dei morti ha una sua storia. Nel 1915, durante l’occupazione, il benedettino dom Norbert Nieuwland compilò un primo elenco di 606 nomi. Nel 1922 il conto era salito a 674. Poco prima del centenario del 2014, alcuni ricercatori rividero ancora l’elenco, confermando 674 vittime identificate più tre persone di identità sconosciuta. Leggere i nomi sui muri di Dinant significa leggere il risultato di oltre un secolo di lavoro paziente perché nessuno fosse dimenticato.
Consigli per la visita
- Avvicinati ai memoriali in silenzio: sono luoghi di lutto per le famiglie del posto oltre che monumenti.
- Leggi nomi ed età: tra le vittime c’erano neonati e anziani.
- Cammina verso sud lungo la Mosa per vedere quanto è stretta la valle: aiuta a capire come la città restò in trappola.
- Pianifica il percorso prima di partire: i luoghi della memoria sono sparsi lungo questa città lunga e stretta sul fiume.
Nei dintorni
- Collegiata di Notre-Dame: la chiesa gotica con il campanile a cipolla, ai piedi della rupe.
- Cittadella di Dinant: la fortezza sulla roccia sopra la città, raggiungibile in funivia o con una lunga scalinata.
- Monumento ad Adolphe Sax e Maison de Monsieur Sax: la statua sulla panchina e il piccolo museo dedicati all’inventore del sassofono, nato a Dinant.
- Rocher Bayard: l’alta e sottile guglia di roccia lungo la strada a sud della città.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
