Le Due Torri di Bologna: Asinelli, Garisenda e i versi di Dante

The Asinelli and Garisenda towers in Bologna

Le Due Torri, l’Asinelli e la Garisenda, si alzano una accanto all’altra in piazza di Porta Ravegnana, dove l’antica via Emilia entrava nel centro di Bologna. Furono costruite entrambe all’inizio del XII secolo ed entrambe pendono. La Garisenda, più bassa, pende così tanto, circa 3 metri fuori piombo, che fu mozzata già nel Medioevo; dal 2023 è recintata per i lavori di messa in sicurezza.

Le Due Torri in breve

  • Dove: piazza di Porta Ravegnana, all’estremità orientale di via Rizzoli, dove le strade si diramano verso le porte delle antiche mura.
  • Costruite: inizio del XII secolo; la torre degli Asinelli è datata al 1109–1119, la Garisenda più o meno agli stessi anni.
  • Di: le famiglie Asinelli e Garisenda, che le costruirono come torri private.
  • Cosa sono oggi: il simbolo di Bologna. Entrambe le torri sono chiuse ai visitatori dall’ottobre 2023 per la messa in sicurezza della Garisenda, e i lavori dovrebbero durare almeno fino al 2028.
  • Tempo necessario: 10–15 minuti dall’esterno.

Una città di cento torri

Nel XII e XIII secolo Bologna era irta di torri. Gli storici stimano che fossero almeno cento, costruite dalle famiglie nobili per difesa, per le segnalazioni e soprattutto per prestigio; ne restano meno di venti. L’Asinelli, alta circa 97 metri e salita da 498 gradini di legno, è la più alta e passò al Comune già nel secolo successivo. Anche lei pende, di circa 2,2 metri, ed è quindi una delle torri pendenti più alte d’Italia.

La Garisenda ha avuto una vita più difficile. Il terreno e le fondazioni sotto di lei cedettero, e nel XIV secolo, dopo un terremoto e per paura di un crollo, fu abbassata di oltre 12 metri fino all’altezza attuale di circa 48 metri. Dante la vide ancora intera e la citò nell’Inferno. Alla fine del 2023 i sensori registrarono movimenti anomali: la piazza fu recintata, le due torri chiuse e le strade vicine vietate al traffico. Il Comune intende consolidare la Garisenda con strutture in acciaio prestate dalla Torre di Pisa, in un progetto da circa 20 milioni di euro, di cui circa 5 milioni donati da cittadini e imprese.

Cosa osservare

  • La differenza di pendenza: mettiti all’inizio di via Rizzoli e confronta. L’inclinazione della Garisenda è evidente, quella dell’Asinelli dal basso si nota appena.
  • La differenza di altezza: l’Asinelli è alta circa il doppio della vicina, e fa capire quanto fosse alta la Garisenda prima di essere mozzata.
  • I versi di Dante: una lapide di marmo sulla Garisenda riporta il canto XXXI dell’Inferno. Con le recinzioni potresti riuscire a vederla solo da lontano.
  • L’incrocio: dai piedi delle torri guarda le strade che si diramano verso le antiche porte, tra cui strada Maggiore, via San Vitale, via Zamboni e via Santo Stefano.
  • Il cantiere recintato alla base, uno dei restauri più sorvegliati d’Italia.

La nuvola di Dante e la superstizione degli studenti

Nel canto XXXI Dante descrive il gigante Anteo che si china per sollevarlo, e paragona la scena alla Garisenda guardata dal basso, dal lato verso cui pende, mentre una nuvola le passa sopra: la torre sembra caderti addosso. Bologna ha anche una superstizione più recente. Agli studenti si dice che chi sale sull’Asinelli prima degli esami finali non si laureerà mai. È solo uno scherzo che passa di generazione in generazione, e per ora comunque nessuno può salire sulla torre.

Consigli per la visita

  • Per una foto di entrambe le torri con la pendenza ben visibile, allontanati lungo via Rizzoli o strada Maggiore invece di restare ai loro piedi.
  • Al momento non si può salire sull’Asinelli. Per una vista sui tetti rossi, l’alternativa abituale è la Torre dell’Orologio di Palazzo d’Accursio in piazza Maggiore; controlla la situazione di entrambe prima di organizzarti per una salita.
  • Vieni di mattina presto, prima che autobus e passanti riempiano via Rizzoli, e abbina le torri alle viuzze del mercato del Quadrilatero, subito a ovest.

Nei dintorni

  • Palazzo della Mercanzia: la loggia gotica dei mercanti della fine del Trecento, in mattoni, proprio dietro le torri.
  • Basilica di Santo Stefano: un insieme di chiese collegate tra loro, note come le Sette Chiese, a pochi minuti a piedi lungo via Santo Stefano.
  • Quadrilatero: la trama medievale di stradine tra le torri e piazza Maggiore, piena di gastronomie, pescherie e banchi di frutta.
  • Piazza Maggiore e Fontana del Nettuno: la piazza principale di Bologna, a circa dieci minuti a piedi lungo via Rizzoli.

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