
Etz Hayyim, in ebraico Albero della Vita, è l’unica sinagoga sopravvissuta a Creta, nascosta in un vicolo dell’antico quartiere ebraico della Canea. Rimasta vuota e in rovina dopo la distruzione della comunità ebraica della città nel 1944, è stata restaurata alla fine degli anni Novanta come luogo di preghiera, memoria e riconciliazione, aperto a visitatori di ogni fede.
Etz Hayyim in breve
- Dove: in un vicoletto di via Kondylaki, a Evraiki, l’ex quartiere ebraico del centro storico della Canea, a pochi minuti dal porto veneziano.
- Costruita: sul sito di una chiesa cattolica del XV secolo; trasformata in sinagoga in epoca veneziana (XVI–XVII secolo); riaperta dopo il restauro il 10 ottobre 1999.
- Oggi: una sinagoga attiva con funzioni di Shabbat, un memoriale della comunità ebraica perduta della Canea e una biblioteca di ricerca.
- Restaurata grazie a: una campagna guidata da Nikos Stavroulakis, allora direttore del Museo Ebraico di Grecia.
- Tempo necessario: 20–30 minuti.
Da chiesa veneziana a sinagoga rinata
L’edificio nacque come chiesa cattolica nel XV secolo, probabilmente dedicata a santa Caterina, e fu gravemente danneggiato durante gli attacchi ottomani alla città nel Cinquecento. I veneziani la cedettero o la vendettero poi alla comunità ebraica, che ne fece una sinagoga di tradizione romaniota, quella degli ebrei di lingua greca presenti nella regione fin dall’antichità. Per secoli servì gli ebrei della Canea, accanto a una seconda sinagoga vicina, Beth Shalom, distrutta dai bombardamenti del 1941.
Nel 1944 gli occupanti tedeschi rastrellarono gli ebrei della Canea. Furono imbarcati sul mercantile Tanais insieme a partigiani greci e prigionieri italiani, e il 9 giugno 1944 la nave fu silurata da un sommergibile britannico al largo di Santorini. Non ci furono superstiti. La sinagoga fu poi usata come magazzino, discarica e stalla, e un terremoto nel 1994 la lasciò sul punto di crollare. Nikos Stavroulakis raccolse fondi in tutto il mondo, il restauro iniziò nel 1997 ed Etz Hayyim riaprì nel 1999. Nel gennaio 2010 due incendi dolosi distrussero circa 2.500 libri e parte dell’archivio, ma la sinagoga fu riparata e continua a vivere.
Cosa osservare
- La targa nel corridoio con i nomi degli ebrei della Canea morti nel 1944.
- La disposizione interna: un’unica sala a volta con l’arca della Torah sulla parete est e il pulpito di lettura di fronte, sulla parete ovest, l’assetto romaniota che si ritrova anche a Giannina e Corfù.
- Il cortile sud con il mikveh, il bagno rituale, e le tombe di quattro rabbini.
- Il cortile nord con la sua fontana, ricostruita nel 1995.
- Le strette viuzze di Evraiki tutt’intorno, che seguono ancora la pianta dell’antico quartiere ebraico.
Una sinagoga curata da molti
Oggi a Creta vivono pochissimi ebrei, e la maggior parte delle persone che si prendono cura di Etz Hayyim non è ebrea. Una squadra internazionale e dei volontari la tengono aperta, rabbini da Atene aiutano nelle grandi feste e le funzioni si svolgono in ebraico, greco e inglese. Ogni anno una cerimonia ricorda le vittime del Tanais. La sinagoga si considera un luogo per tutti, e i visitatori di ogni provenienza sono i benvenuti.
Consigli per la visita
- Gli orari sono limitati e cambiano in base alle funzioni e alle feste ebraiche; verifica prima di andare.
- Vesti in modo sobrio, segui le indicazioni dei volontari e chiedi prima di fotografare le persone.
- Prenditi tempo davanti alla targa commemorativa e nei cortili invece di passare di corsa.
- Abbina la visita a una passeggiata sul porto e tra i vicoli del centro storico, che iniziano subito fuori.
Nei dintorni
- Porto veneziano: il porto a mezzaluna della Canea con il suo faro, a pochi minuti a piedi.
- Moschea dei Giannizzeri: la moschea a cupola del Seicento sul lungoporto, oggi usata per mostre.
- Fortezza Firkas: il bastione veneziano all’ingresso del porto, sede del Museo Marittimo di Creta.
- Topanas: l’antico quartiere veneziano a ovest del porto, con palazzi, archi e vicoli in salita.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
