
La Fortezza Vecchia di Corfù occupa il promontorio roccioso all’estremità orientale di Corfù città, separato dal resto della città da un fossato marino che lo ha trasformato in un’isola artificiale. Le sue due cime, le koryfes, avrebbero dato all’isola il nome occidentale, Corfù. Le mura veneziane resistettero a tre grandi assedi ottomani, nel 1537, nel 1571 e nel 1716.
La Fortezza Vecchia in breve
- Dove: sulla punta orientale di Corfù città, oltre un ponte dalla Spianada, tra il golfo di Corfù a nord e la baia di Garitsa a sud.
- Costruzione: fortificata già intorno al VI secolo; mura e bastioni visibili sono soprattutto veneziani, del XV e XVI secolo, con aggiunte britanniche successive.
- Di: i bastioni del Cinquecento furono progettati da ingegneri militari veneziani, tra cui membri delle famiglie Savorgnan e Martinengo.
- Oggi: un sito storico con passeggiate sulle mura, la chiesa di San Giorgio, la Biblioteca pubblica di Corfù nelle vecchie caserme britanniche e spazi per concerti e mostre.
- Tempo necessario: da 1 ora a 1 ora e mezza, compresa la salita al faro.
Dalla città bizantina alla fortezza-isola veneziana
Dopo che i Goti distrussero l’antica Corcira nel VI secolo, gli abitanti si rifugiarono su questo promontorio, e per diversi secoli la città medievale di Corfù sorse dentro queste mura. I Bizantini fortificarono le due cime, che i Veneziani chiamarono poi Castel a Mare e Castel a Terra. Dall’inizio del Quattrocento Venezia sostituì le difese bizantine e scavò la Contrafossa, un fossato che collega le due baie, facendo della fortezza un’isola raggiungibile con un ponte levatoio.
Dopo il primo assedio ottomano del 1537, quando circa 20.000 isolani rimasti senza riparo furono uccisi o ridotti in schiavitù, Venezia ricostruì le difese con bastioni moderni tra il 1545 e il 1555 circa. La fortezza resistette ancora nel 1571 e nel 1716, quando il conte Johann Matthias von der Schulenburg guidò una difesa durata sette settimane. Nel 1718 un fulmine colpì la polveriera e l’esplosione distrusse gran parte degli edifici interni. I britannici, che governarono Corfù dal 1815 al 1864, aggiunsero caserme e la chiesa di San Giorgio. Nel giugno 1944 gli occupanti nazisti rinchiusero gli ebrei di Corfù nella fortezza prima di deportarli; ne furono portati via circa 1.800 e solo circa 120 tornarono.
Cosa osservare
- La Contrafossa, il fossato marino veneziano tra la fortezza e la Spianada, dove oggi ormeggiano piccole barche.
- Le due cime: sali a Castel a Terra, la più alta, a ovest, con il faro, per la vista più ampia su Corfù, il mare e la costa albanese.
- La chiesa di San Giorgio, costruita dai britannici nel 1840 per i loro soldati, con una facciata a colonne che sembra un tempio greco.
- I massicci bastioni e le piazzole d’artiglieria veneziane, pensati nell’epoca del cannone per tenere lontani gli assalitori.
- Le ex caserme britanniche, oggi sede della Biblioteca pubblica di Corfù.
Come Corfù ha preso il suo nome
Il nome greco dell’isola è Kerkyra, ma in epoca bizantina la città su questo promontorio prese il nome dalle sue due cime, koryfai in greco. Da questa parola derivano l’italiano Corfù e il nome usato oggi nella maggior parte delle altre lingue. Quando guardi la fortezza dalla Spianada, la sua doppia cima è dunque il motivo per cui l’isola si chiama Corfù.
Consigli per la visita
- Vai al mattino o nel tardo pomeriggio: sulle mura c’è poca ombra e la salita al faro è ripida con il caldo estivo.
- Indossa scarpe con una buona suola; sentieri e rampe in pietra possono essere scivolosi.
- Per la classica foto delle due cime, percorri il lungomare della baia di Garitsa, a sud.
- Abbina la visita alla Spianada e al Liston, appena fuori dall’ingresso, e chiudi con un drink sotto i portici.
Nei dintorni
- Spianada: la grande piazza verde davanti alla fortezza, dove si gioca ancora a cricket, appena oltre il ponte.
- Il Liston: il passeggio porticato al bordo della Spianada, costruito in epoca francese, con caffè sotto gli archi.
- Palazzo di San Michele e San Giorgio: il palazzo d’epoca britannica all’estremità nord della Spianada, sede del Museo d’arte asiatica.
- Chiesa di San Spiridione: la chiesa più venerata dell’isola, con il campanile dalla cupola rossa, a pochi minuti a piedi nella città vecchia.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
