
La Torre dell’Orologio (Gradski zvonik, il campanile civico) si alza per 31 metri sulla piazza Luža, all’estremità orientale dello Stradun, la via principale del centro storico di Dubrovnik. Fu costruita la prima volta nel 1444, ma la torre che vedi oggi è una ricostruzione fedele del 1929. In cima, due figure di bronzo chiamate Maro e Baro, gli «Zelenci» o uomini verdi, battono le ore su una campana fusa nel 1506.
La Torre dell’Orologio in breve
- Dove: piazza Luža, all’estremità orientale dello Stradun, tra il Palazzo Sponza e la chiesa di San Biagio.
- Costruzione: completata nel 1444; smontata nel 1928 perché pendeva e ricostruita secondo il progetto originale nel 1929.
- Cosa è oggi: l’orologio pubblico e il campanile della città, ancora funzionanti, con copie dei battitori; le figure originali sono nel museo del Palazzo dei Rettori.
- Tempo necessario: 10–15 minuti; cerca di esserci allo scoccare dell’ora per vedere e sentire la campana.
Dall’orologio medievale alla ricostruzione del 1929
Dubrovnik aveva un orologio pubblico già alla fine del Trecento, e nel 1444 la Repubblica di Ragusa, come si chiamava la città-stato, costruì questa torre in fondo alla sua via principale, così che l’orologio fosse visibile lungo tutto lo Stradun. Le prime figure che battevano la campana erano di legno. Nel 1477 il consiglio ordinò di sostituirle con due figure di bronzo, fuse intorno al 1478. La campana che oggi pende nella torre fu fusa nel 1506 da Ivan Rabljanin, un fonditore dell’isola di Rab noto per campane e cannoni. I suoi rintocchi non segnavano solo l’ora: convocavano anche i consigli della Repubblica e avvertivano dei pericoli.
Il grande terremoto del 1667 danneggiò la torre e all’inizio dell’Ottocento cominciò a pendere verso lo Stradun. Nel 1928 fu smontata e nel 1929 ricostruita secondo il progetto originale, con nuove copie in bronzo dei battitori realizzate all’Accademia di Belle Arti di Zagabria. Un altro terremoto, nel 1979, la danneggiò di nuovo, e fu restaurata nel 1987–1988. Le figure originali, ripulite e conservate dopo decenni di corrosione, sono esposte dal 2010 nel Museo di storia culturale del Palazzo dei Rettori.
Cosa osservare
- Maro e Baro: le due figure in cima, ciascuna con un martello, ai lati della campana. Il colore verde viene dalla patina del bronzo, da cui il soprannome Zelenci.
- La campana: la campana di bronzo del 1506 tra le due figure, la parte più antica ancora in funzione della torre.
- Il quadrante: indica non solo l’ora ma anche le fasi della luna.
- La Colonna di Orlando (Orlandov stup): la colonna di pietra davanti alla torre, scolpita nel 1418, con la statua del cavaliere Orlando. Da qui sventolava la bandiera della Repubblica e qui si leggevano i bandi e si eseguivano le pene pubbliche.
- La vista sullo Stradun: mettiti sotto la torre e guarda verso ovest lungo la strada di pietra calcarea levigata, fino alla Porta Pile all’altra estremità.
L’avambraccio di Orlando
Secondo la tradizione locale, l’avambraccio della statua di Orlando davanti alla torre era l’unità di misura ufficiale della Repubblica, il braccio raguseo, così i mercanti della piazza potevano controllarvi la stoffa venduta. Un’altra storia racconta che Orlando difese la città dai pirati. Entrambe fanno parte delle leggende della città; di certo ai piedi della colonna si proclamavano le decisioni della Repubblica e se ne issava la bandiera.
Consigli per la visita
- Arriva in piazza Luža poco prima dell’ora per vedere Maro e Baro battere la campana; la piazza è più tranquilla al mattino presto, prima dell’arrivo dei crocieristi.
- Per una foto di tutta la torre con lo Stradun nell’inquadratura, allontanati un po’ lungo la via; per le figure in cima usa lo zoom del telefono.
- Visita il vicino Palazzo dei Rettori per vedere da vicino gli Zelenci originali, poi confrontali con le copie sulla torre.
Nei dintorni
- Palazzo Sponza: il palazzo gotico-rinascimentale accanto alla torre, un tempo dogana e zecca, che superò quasi intatto il terremoto del 1667 e oggi ospita l’Archivio di Stato.
- Chiesa di San Biagio: la chiesa barocca dall’altra parte della piazza, dedicata al santo patrono della città.
- Palazzo dei Rettori: la sede del governo della Repubblica, oggi Museo di storia culturale, a un minuto a piedi dalla torre.
- Piccola fontana di Onofrio: la fontanella quattrocentesca in piazza Luža, la gemella orientale della grande fontana presso la Porta Pile.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
