
Dame Carcas è la leggendaria dama saracena che, secondo il racconto, salvò Carcassonne da Carlo Magno gettando oltre le mura un maiale ben nutrito. Il suo busto di pietra ti accoglie alla Porte Narbonnaise, l’ingresso principale della Cité medievale. La leggenda pretende anche di spiegare il nome della città: quando le campane suonarono la vittoria, un soldato avrebbe gridato ‘Carcas sonne!’, ‘Carcas suona!’.
Dame Carcas in breve
- Dove: un busto accanto al ponte levatoio della Porte Narbonnaise, l’ingresso orientale della Cité fortificata di Carcassonne.
- Creato: il busto alla porta è una copia; l’originale, del XVI secolo, è conservato nel Château Comtal all’interno della Cité.
- Che cos’è oggi: il simbolo di Carcassonne e la prima cosa che la maggior parte dei visitatori vede entrando nella Cité.
- Tempo necessario: pochi minuti al busto; per l’intera Cité calcola mezza giornata.
La storia dell’assedio
La leggenda è ambientata nell’VIII secolo, quando Carcassonne era in mano musulmana. Carlo Magno, imperatore dei Franchi, assedia la città, il cui re saraceno Balaach viene catturato e ucciso. La vedova, Carcas, prende in mano la difesa. Avendo pochi soldati, fa collocare sulle mura fantocci di paglia armati di balestre e corre dall’uno all’altro tirando lei stessa, perché gli assedianti credano la guarnigione ancora numerosa.
L’assedio dura cinque anni, o sette in alcune versioni, finché i viveri finiscono. Dame Carcas fa contare ciò che resta: un maiale e un sacco di grano. Dà il grano al maiale e lo fa gettare dalla torre più alta. Vedendo un maiale ingrassato a cereali, Carlo Magno conclude che la città può resistere per sempre e toglie l’assedio. Carcas fa suonare le campane, o un corno, e uno degli uomini dell’imperatore grida ‘Carcas sonne!’. In alcuni racconti lei poi apre le porte, si converte al cristianesimo e sposa un cavaliere franco.
Cosa osservare
- Il busto: il volto di pietra stilizzato di Dame Carcas su una colonna accanto al ponte levatoio, un punto amatissimo per le foto all’ingresso della Cité.
- La Porte Narbonnaise: le torri gemelle della porta principale, con il ponte levatoio e lo spazio tra la cinta esterna e quella interna.
- La doppia cinta di mura: dalla porta vedi come la Cité sia protetta da due linee di bastioni, il tipo di difese che la leggenda fa difendere a Carcas.
- Il busto originale: nel Château Comtal, dove è conservato l’originale del XVI secolo.
- Le pitture murali del castello: un dipinto murale del XII secolo nel Château Comtal è stato identificato come scene dell’epopea Fierabras, uno degli antichi poemi che condividono personaggi con la leggenda.
Leggenda o storia?
Dame Carcas quasi certamente non è mai esistita. Carlo Magno non può aver assediato la città, perché suo padre Pipino il Breve l’aveva già tolta ai Saraceni nel 759. La storia compare per la prima volta in una poesia di Jean Dupré pubblicata nel 1534 e fu raccontata nei dettagli dagli storici Guillaume Catel, prima del 1626, e Guillaume Besse nel 1645. Gli studiosi pensano che derivi da canzoni di gesta occitane perdute dell’XI o XII secolo, e lo stratagemma di ostentare cibo davanti agli assedianti è molto più antico: una storia simile si racconta di Biante di Priene nella Grecia antica. Il nome Carcassonne è ancora più antico; in epoca romana la città si chiamava già Carcaso.
Consigli per la visita
- Arriva presto al mattino per fotografare il busto e la porta prima del passaggio dei gruppi.
- Entra dalla Porte Narbonnaise ed esci dalla Porte d’Aude, sul lato ovest, per attraversare tutta la Cité.
- Cerca i negozi che vendono i biscotti Dame Carcas, un piccolo souvenir che tiene viva la leggenda.
Nei dintorni
- Château Comtal: il castello all’interno della Cité, dove puoi percorrere parte dei bastioni e vedere il busto originale.
- Basilica di Saint-Nazaire: la chiesa romanica e gotica della Cité, nota per le sue vetrate.
- Le Lices: il lungo spazio aperto tra le due cinte di mura, ideale per capire la grandezza delle fortificazioni.
- Pont Vieux: il ponte medievale sull’Aude che collega la Cité con la città bassa, la Bastide Saint-Louis.
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Fatti verificati a ottobre 2026.
