Charleston: Marion Square, il City Market e altri 6 luoghi

The City Market in Charleston

Questa guida segue Meeting Street, la principale strada nord-sud della vecchia Charleston, dal Charleston Museum fino al porto. Lungo la strada presenta Marion Square con il suo mercato contadino del sabato, il City Market, il Gibbes Museum of Art, Washington Square dietro il municipio, la Heyward-Washington House, l’Old Exchange con il Provost Dungeon e Waterfront Park. Insieme raccontano la storia della città, dal porto coloniale alla Rivoluzione fino a oggi.

Il Charleston Museum

Fondato il 12 gennaio 1773, il Charleston Museum è considerato il museo più antico degli Stati Uniti; aprì al pubblico nel 1824. L’edificio attuale su Meeting Street è stato terminato nel 1980. Le collezioni spaziano dalla storia naturale all’argenteria e ai mobili di Charleston, ai tessuti del Lowcountry e a una piccola sezione egizia, e qui si trova l’unico fossile conosciuto di Pelagornis sandersi, un uccello marino estinto che forse aveva una delle aperture alari più grandi tra tutti gli uccelli volanti. Il museo gestisce anche due case storiche: la Heyward-Washington House, più a sud, e la Joseph Manigault House, di fronte.

  • Cosa guardare: le vetrine di argenteria locale e i mobili costruiti a Charleston, che mostrano quanto fosse ricco il porto coloniale.

Marion Square e il mercato contadino

Marion Square, circa dieci acri di prato su Meeting Street, porta il nome di Francis Marion, comandante della Rivoluzione americana. A lungo si chiamò Citadel Green: l’arsenale dello Stato sul suo lato ospitò The Citadel, il collegio militare, dal 1843 al 1922, quando la scuola si trasferì nella parte ovest della città. La piazza appartiene ancora a due antiche unità di milizia, la Washington Light Infantry e i Sumter Guards. Un’alta statua del politico John C. Calhoun rimase qui finché il consiglio comunale non la fece rimuovere nel giugno 2020.

  • Il Charleston Farmers Market riempie la piazza il sabato nei mesi più caldi, con prodotti locali, banchi di cibo e artigianato.
  • Sempre sulla piazza: il memoriale dell’Olocausto, l’obelisco di Wade Hampton e i resti di un muro difensivo del 1758 fatto di calce e gusci d’ostrica.

Il Charleston City Market

Il City Market si allunga per diversi isolati da Meeting Street verso il porto. Nel 1788 Charles Cotesworth Pinckney e altri proprietari donarono alla città una striscia di palude bonificata per un mercato, a condizione che fosse sempre usata come tale; le prime tettoie sorsero intorno al 1790. In fondo verso Meeting Street c’è la Market Hall, un tempio neogreco completato nel 1841 su progetto dell’architetto di Charleston Edward B. White, con un portico dorico su un porticato rialzato.

  • Dietro, una fila di lunghe tettoie basse ospita ancora le bancarelle; cerca i cesti in sweetgrass dei Gullah, un mestiere arrivato dall’Africa occidentale e rimasto vivo nel Lowcountry.
  • Una leggenda diffusa dice che qui si vendessero schiavi. Non è vero: al City Market si vendevano cibo e merci, e le aste di schiavi si tenevano altrove, per esempio all’Old Slave Mart in Chalmers Street.

Il Gibbes Museum of Art

Il Gibbes Museum of Art aprì l’11 aprile 1905 in un edificio Beaux-Arts su Meeting Street progettato da Frank Pierce Milburn per la Carolina Art Association, fondata nel 1858. La collezione di oltre 10.000 opere è soprattutto americana, con un forte legame con Charleston e il Sud, dai ritratti coloniali di Henrietta Johnston e Jeremiah Theus alle miniature di Charles Fraser. Dopo due anni di lavori ha riaperto nel maggio 2016.

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  • Cosa guardare: la rotonda con la cupola al centro dell’edificio e le vetrine di ritratti in miniatura, una specialità del museo.

Washington Square

Dietro il municipio, all’angolo tra Meeting Street e Broad Street, Washington Square fu aperta come parco cittadino nel 1818, dove sorgeva una vecchia taverna. Si chiamò City Hall Park fino al 1881, quando fu intitolata a George Washington. L’incrocio è noto come Four Corners of Law, perché qui si fronteggiano gli edifici della città, della contea, del governo federale e della Chiesa.

  • Al centro: un obelisco di granito ispirato al Washington Monument, inaugurato nel 1891 dalla Washington Light Infantry, con i nomi delle battaglie dell’unità e dei suoi caduti nella guerra civile.
  • La statua di George Washington, inaugurata nel 1999 sul piedistallo che un tempo reggeva William Pitt il Vecchio, e un busto del poeta Henry Timrod del 1901.

La Heyward-Washington House

Questa casa doppia georgiana in mattoni su Church Street fu costruita nel 1772 e apparteneva a Thomas Heyward Jr., uno dei firmatari della Dichiarazione d’indipendenza. Quando George Washington trascorse una settimana a Charleston nel maggio 1791, la città affittò la casa per lui: da qui il nome. Il Charleston Museum la comprò nel 1929 e l’anno dopo la aprì come prima casa museo storica della città.

  • Dentro: la libreria Holmes, fatta a Charleston e considerata tra i pezzi più belli del mobilio coloniale americano.
  • Dietro la casa: una cucina degli anni Quaranta del Settecento, l’unica di questo tipo aperta al pubblico a Charleston, e un giardino formale con piante usate nel Lowcountry alla fine del Settecento.

L’Old Exchange e il Provost Dungeon

In fondo a Broad Street, di fronte al porto su East Bay Street, l’Old Exchange fu costruito tra il 1767 e il 1771 dal governo coloniale come dogana, mercato e luogo di riunione. Nel 1774 vi fu custodito il tè confiscato; dopo che i britannici presero Charleston nel 1780, usarono l’edificio come caserma e il seminterrato come prigione per i patrioti. Nel 1788 vi si riunì la convenzione della Carolina del Sud che ratificò la Costituzione degli Stati Uniti, e nel 1791 la folla accolse qui George Washington, che si affacciò al balcone.

  • Cosa guardare: nella prigione, i resti della Half-Moon Battery, parte delle fortificazioni della città del 1698, scoperti sotto l’edificio nel 1965. Le Daughters of the American Revolution si occupano dell’edificio dal 1913.

Waterfront Park

Waterfront Park costeggia il fiume Cooper a nord dell’Old Exchange. Un tempo la riva era piena di moli e terminal marittimi, e dopo un incendio nel 1955 andò in declino. Il sindaco Joseph P. Riley Jr. iniziò a progettare un parco poco dopo l’insediamento nel 1975, e il parco aprì l’11 maggio 1990, disegnato da Stuart O. Dawson di Sasaki Associates con Edward Pinckney Associates.

  • Cosa guardare: la Pineapple Fountain sul prato, con l’ananas simbolo di ospitalità, e le altalene coperte del Vendue Wharf, il pontile di legno che si spinge nel fiume.

Come vederli in una sola passeggiata

Parti dal Charleston Museum e attraversa fino a Marion Square; il sabato mattina fai un giro al mercato contadino. Segui Meeting Street verso sud oltre la Market Hall, con una deviazione tra le tettoie del City Market, e prosegui fino al Gibbes Museum. A Broad Street entra in Washington Square dietro il municipio, poi cammina un isolato verso est fino a Church Street per la Heyward-Washington House. Torna su Broad Street e seguila fino all’Old Exchange, poi risali lungo l’acqua verso nord per finire a Waterfront Park.

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Fatti verificati a ottobre 2026.

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